Archivio per Novembre, 2007

Dal Contatto al Cultismo

Posted in Antisette on Novembre 30, 2007 by liastaropoli


a cura di Carlo Sabadin

Introduzione alla lettura
Apparentemente, la “ri-proposizione” di un vecchio articolo come questo (seppur in una versione minimamente corretta ed aggiornata), potrebbe sembrare insolita. Al contrario, la ritengo quanto mai attuale. E per ragioni diverse. Innanzi tutto, mai come in questo paese, le tematiche in oggetto stanno avendo, sulle riviste specialistiche, amplissima diffusione. Con risultati controversi forse ma, sicuramente, non discutibili. Parallelamente, assistiamo, oltreoceano, a vere e proprie “trasformazioni” (come nel caso del ricercatore Boylan) di tipo “mistico” e davvero anomale. Infine, in Italia –specialmente in Italia!- l’esopolitica, da semplice mezzo integrativo di indagine sembra diventare, per alcuni, l’unica ricetta adeguata per interpretare, correttamente, il fenomeno ufologico mentre, all’opposto –sempre in Italia-, l’aggettivo “strumentale” viene, da taluni, visto come un termine… quasi “offensivo”. In quest’ottica, logicamente, il tenue ottimismo che traspariva diversi anni fa, dal lavoro che vi apprestate a leggere, non sarebbe più riproponibile. Al contrario,gli elementi di razionalità -allora fortemente auspicati- e l’introduzione –allora massicciamente consigliata- di approcci di tipo strumentale sembrano, nel panorama nazionale attuale, essere venuti decisamente meno. 
Ma forse le cose non stanno così “messe male”. Infatti, in un recente Convegno –davvero atipico- svoltosi a Rimini ed organizzato dal Gruppo Camelot, si è anche affrontata (in termini rigorosamente scientifici e “strumentali”) la tematica “contattistica” attraverso gli interventi di ricercatori (ma soprattutto scienziati) di primissimo piano. In tal senso la prospettiva iniziale ritrova, qui, alcuni elementi di ottimismo. Elementi, peraltro, rinvenibili anche guardando con attenzione (e senza paraocchi!) all’attuale situazione editoriale italiana, sempre più caratterizzata dalla diffusione di nuovi mezzi “atipici”di divulgazione ed informazione ufologica. Buona lettura.
Carlo Sabadin
“ Sentinel ITALIA” – Gruppo Camelot

DAL CONTATTO AL CULTISMO
[NdR: l'articolo e' stato pubblicato in prima battuta sulla versione italiana di "Pravda.ru"]
Come le “entità animate “ della classificazione Hynek diventano una sorta di deus ex machina per i soggetti che si dicono in contatto continuato con loro

Parlare di contattismo è come entrare in un campo minato. Il pericolo, rappresentato dal discredito, dalla ridicolizzazione sempre in agguato, dall’assurdo, si trova – costantemente – dietro l’angolo. Non è quasi mai possibile portare avanti una serena riflessione quando nulla è chiaro, le prove sono inesistenti, le testimonianze contraddittorie e le situazioni raccontate sfiorano l’impossibile. Inoltre, come giustamente affermato da Aimè Michel, niente ha mai reso così complesso il quadro generale dell’ufologia quanto la manifestazione della fenomenologia contattista [1].
In quest’ottica, e nonostante tutto ciò, ho gia in passato [2] affrontato, seppure sommariamente, l’argomento. Ritengo, ora, opportuno riprendere la discussione perché il numero dei contatti – attraverso manifestazioni e caratteristiche differenti – pare aumentare ogni anno e gli appartenenti a culti ufologici hanno superato, oramai, quota centomila nel mondo [3]. 
Derivato dal neologismo americano contactee, il termine contattismo, indica, in ufologia, i soggetti che si dicono in contatto con le “entità animate” [4] che piloterebbero gli UFO. Occorre precisare subito che è necessario distinguere tra quanti sostengono di avere avuto contatti fisici, ma meramente fortuiti con tali fantomatiche entità e quanti, al contrario, si dicono in rapporto continuato con “intelligenze extraterrestri” da cui sarebbero stati scelti quali loro emissari: i “contattisti”, sovente caratterizzati dal fatto che alla loro prima esperienza fisica ne avrebbero in breve fatto seguito altre attraverso varie percezioni extra-sensoriali. Il contattismo, in diversi soggetti sfocia nel “cultismo” cioè quella particolare tendenza a creare settariamente attorno agli UFO una vera e propria sorta di “culto”. Gli UFO sarebbero, secondo tale visione, i “segni dei tempi” che precedono il ristabilimento del Regno di Dio in Terra. I piloti delle astronavi sono visti in un’ottica angelica, ed entrano in contatto con l’”eletto” terrestre, in altre parole il contattista. Questo, caratterizzato sovente da una dimensione carismatica, è indicato come il tramite fra l’umanità ed una superiore realtà cosmica.
Da questa breve descrizione appare evidente come, pur con i doverosi distinguo, sia possibile evidenziare e suddividere le varie manifestazioni della fenomenologia in oggetto – principalmente – tra contatto “fisico” diretto ed altri tipi di contato. E, in tal senso, procederò nell’analisi del fenomeno introducendo “nuovi” elementi che ritengo utili per la ricerca.
Contattismo classico (contatto fisico diretto)
Il primo e più noto caso di contattismo ufologico, descritto minuziosamente in diversi libri, fu quello di George Adamski. I “fratelli dello spazio” venusiani avevano il compito di salvare l’umanità minacciata dagli innumerevoli esperimenti atomici i cui effetti avevano ripercussioni anche nello spazio. Dopo Adamski, altri personaggi salirono agli onori della cronaca: Daniel Fry, Orfeo Angelucci, Truman Bethurum, Howard Menger e altri ancora fecero proseliti un po’ ovunque. I racconti erano molto simili tra loro, ma ciò che cominciò a cambiare era il luogo di provenienza degli alieni [5]. 
In realtà, la cronologia classica dovrebbe essere rivista, alla luce di un’interessantissima comunicazione di Voltaire (proprio lui!) con il Conte di St. Germani, datata 6 Gennaio 1761 [6], e, considerando che il primo contatto fisico di Howard Menger si è probabilmente svolto nel 1932 [7]. Ma, tralasciando aperture, forse di maggiore interesse per la “clipeologia” o fortemente sospette di falso e manipolazioni, Adamsky resta, indiscutibilmente, il contattista e “viaggiatore del cosmo” più famoso e conosciuto del mondo.
Il fenomeno, comunque, continuò con altri “testimoni” (George Van Tassel, Frank Stranges, Alfred Bendei; Will ed Evelyn Miller, Gloria Lee, Trevor James, Reinhold Schmidt, Laura Mundo, Helen e Betty Mitchell, Gabriel Green, Buck Nelson, Calvin Girvin, Dana Howard, Kelvin Rowe, Bob Renaud, Carì Anderson, Dan Martin, Ted Owens, Lee Crandalì, Paul Villa, Hope Trexell, Michael “X” Barton e un pellerossa Sioux, Frank Buckshot Standing Horse detto Cavallo Eretto) e varcò gli oceani senza limiti temporali e/o spaziali, riguardando molti “emulatori” di Adamsky al di fuori degli U.S.A.. In particolare, sono da ricordare, fra gli altri, il brasiliano Dino Kraspedon, lo spagnolo Fernando Sesma Manzano, i francesi Claude Vorilhon “Rael” e Appel Guéry, lo svizzero Billy Meier, gli inglesi Cedric Allingham e George King, i messicani Salvador Medina e Carlos Diaz, la sudafricana Elizabeth Klarer, l’israeliano Uri Geller, l’argentino Remo Dall’Armellina, gli italiani Eugenio Siragusa ed Eufemio Del Buono, il francese Michel Collin.
E’ opportuno sottolineare come un’analisi scientifica veramente obiettiva non entra in totale contrasto con il dato ufologico [8]. Le differenze – sia chiaro – esistono e sono, in taluni casi inconciliabili. Allingham, per esempio, fotografando un ufo quasi identico a quello di Adamsky sostiene che il pilota non proviene da Venere, pianeta peraltro visitato fin dal ’53 dal messicano Medina [9], ma bensì da Marte. E potremmo proseguire oltre. I racconti sono sì simili tra loro, il luogo di provenienza cambia continuamente e a complicare ulteriormente la situazione una semplice constatazione : ogni contattato sembra essere visitato da tipi diversi di alieni, provenienti da pianeti diversi e che, soprattutto, si ignorano tra loro [10]. Una vera fiera dell’assurdo [11] che, però, alla luce delle nuove teorie in esobiologia e con azzardate ma stimolanti speculazioni che si rifanno alle nuove ipotesi della fisica potrebbe introdurre alcuni elementi nuovi [12]. Inoltre, se analizziamo in profondità il caso di contatto forse più importante del nostro paese, quello di Eugenio Siracusa, possiamo cominciare ad intravedere un disegno generale [13], un mosaico dove la varie parti, abductions, contatti telepatici e non, diverse tipologie di razze aliene, ecc., prendono, con una certa facilità, collocazione all’interno di uno schema fortemente discutibile ma intrigante. Sia chiaro, non è intenzione di chi scrive sostenere la “realtà” dell’esperienza del contattista siciliano ma, semplicemente, rilevare come chi, avendo intrapreso rapporti di amicizia e corrispondenza con i più famosi contattisti del mondo, tra cui Adamsky e Menger, e avendo fortemente avversato la “commercializzazione” della verità, interrompendo rapporti col gruppo di Bongiovanni e l’Organizzazione “Nonsiamosoli”, abbia, di fatto, formulato un’esigenza, prorompente, di ricomprendere tutta la complessa fenomenologia ufologica all’interno di una “Teoria Generale” dove, fare rientrare, manifestazioni e situazioni, solo in apparenza, distanti dalle problematiche UFO. 
In quest’ottica, se il caso Adamsky si presenta – pur con tutte le sue incongruenze – tuttora come il più affascinante [14] anche altre situazioni si trovano nella medesima posizione. Decisamente interessante è l’affermazione, peraltro successivamente ridimensionata [15], del noto parapsicologo Uri Geller circa l’origine delle sue capacità straordinarie. Si tratterebbe di un atto d’intercessione di entità extraterrestri provenienti dal pianeta Hoova situato in un altro universo. Geller afferma di essere uno strumento di queste intelligenze e questa “commistione” tra Ufologia e Parapsicologia [16] – in questo caso supportata dalle indiscusse [17] doti dell’israeliano – va tenuta ben presente se si vuole avere una visione generale delle problematiche in oggetto e, se si vuole affrontare la seconda parte di questo studio.
Altri tipi di contatto
Nella storia del contattismo diverse sono state le tecniche di contatto utilizzate. Possiamo dire che, gradualmente, procedure di tipo telepatico hanno sostituito contatti “diretti”. Anzi, nella maggior parte dei casi menzionati in precedenza, diverse tecniche hanno convissuto pienamente.
Già Tesla e Marconi avevano, ripetutamente, tentato di comunicare, via radio, con presunti abitanti di Marte. In particolare, Tesla riteneva di esserci riuscito probabilmente scambiando per segnali di risposta l’interferenza dell’immenso apparecchio che aveva costruito [18]. Ma è stato probabilmente Gorge Williamson a rilanciare, con maggior efficacia, questo tipo di comunicazione anticipando – in un certo senso – i tentativi del SETI. 
I metodi, abbiamo ricordato, sono diversi: alcuni sostengono di essere in grado di entrare in contatto con queste entità tramite la meditazione trascendentale o tramite l’uscita fuori dal corpo (viaggio in astrale), altri, più semplicemente, dopo un primo incontro faccia a faccia con questi esseri, asseriscono di continuare il contatto mediante telepatia, altri, ancora, sostengono di sentire delle “voci” (ovvero l’entità parlerebbe direttamente alla loro coscienza): una delle figure più note di extraterrestre di tipo angelico – con cui ritengono di comunicare molti contattisti – è il comandante Asthar Sheran del pianeta Metaria. Sheran, che alcuni ritengono l’Arcangelo Gabriele, sarebbe il comandante supremo di un’immensa flotta spaziale, il cui compito sarebbe quello di salvare la Terra dal degrado ecologico-morale, e dalla prossima distruzione atomica. I primi a ricevere questi contatti sarebbero stati, negli anni Sessanta, dei membri del gruppo contattistico tedesco di Speer, ma ben presto anche diversi medium e contattati italiani (come il gruppo Alaya) e di altri Paesi cominciarono a ricevere i messaggi di Sheran. Peraltro, anche nella casistica ufologica meno conosciuta, se il ricercatore è particolarmente attento, il messaggio , o meglio la “voce”, arriva telepaticamente, variando dall’esortazione individuale al monito generalizzato, all’interlocutore che inizia, così, la sua avventura di contattista telepatico [19].
E, in effetti, sottoponendo ad un osservatore esterno i messaggi dei “contattisti” e i verbali delle sedute di medium e mistici il contenuto appare molto simile se non identico. In proposito, uno dei padri dell’ipotesi Parafisica, John Keel ha, in passato, quando tale ipotesi era all’apice del successo, espresso opinioni molto forti circa una matrice comune al problema ufologico e a tutte quelle stranezze ed anomalie (quali fenomeni psichici, magie, miracoli, apparizioni, ecc.) che infestano il pianeta [20]. Nella moderna ricerca sulla manifestazione del contattismo si tende, ulteriormente, ad affiancare a questi fenomeni anche la manifestazione di figure religiose o appartenenti alla sfera paranormale. Questo ultimo fenomeno ribattezzato con l’acronimo B.V.M. (letteralmente Beata Vergine Maria) indica tutti quegli episodi riguardanti la comparsa o l’interazione (anche attraverso comunicazioni non comprensibili, di tipo non verbale, per i terzi), sotto diverse forme, di entità religiose appartenenti al Nuovo Testamento, tra cui la stessa Beata Vergine. Il motivo per cui i casi di B.V.M. hanno catturato l’attenzione e la curiosità degli ufologi è da ricercare nelle numerose somiglianze riscontrate tra alcuni aspetti di queste apparizioni e quelli del fenomeno contattistico; in particolare, in alcuni messaggi, rivelati dalla Vergine ai propri interlocutori che riguardano aspetti del fenomeno UFO. Secondo lo stigmatizzato siciliano Giorgio Bongiovanni, – secondo lui- beneficiario di apparizioni mariane e cristiche, gli UFO sarebbero i veicoli di civiltà extraterrestri provenienti da pianeti in cui l’accettazione piena della Parola di Cristo ha generato civiltà molto evolute, sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista tecnologico. Tali civiltà accompagnerebbero le apparizioni soprannaturali nel tentativo di redimere e convertire l’uomo. In tale ottica gli UFO sarebbero “i segni dei tempi”, i vascelli degli angeli, gli stessi fenomeni descritti nella Bibbia (come i Carri di Fuoco di Ezechiele) e che hanno lanciato di nuovo, in tutto il mondo, l’interesse per la clipeologia e, in generale, l’archeologia misteriosa.
Riprendendo un concetto affrontato precedentemente, si ripropone, anche in questo caso, relativamente ai fenomeni di contatto non diretto e fisico, quella commistione, chiara e sempre più evidente, tra parapsicologia ed ufologia molto vicina alla corrente parafisica ufologica. In realtà, alcuni precursori illustri di questo nuovo approccio, come il parapsicologo Riccardi e lo studioso-contattista Pier Luigi Ighina , li possiamo trovare anche nel nostro paese [21]. In proposito è emblematica l’esperienza della contattista italiana Anna Federighi che, inizialmente convinta di ricevere messaggi dai trapassati, dopo aver assistito ad una conferenza del francese Appel Guery sui Fratelli extraterrestri, comincia ad interagire con Energie di Luce che si qualificano come entità extraterrestri, tra le quali l’immancabile Asthar Sheran [22]. 
I vari medium in campo parapsicologico, come i contattisti che affermano di essere in “comunicazione” con esseri alieni, presentano, come abbiamo ricordato in precedenza, una singolare caratteristica: ciò che raccontano, indipendentemente dall’origine del messaggio, extraterrestre o telepatico, è sostanzialmente identico. Anzi, spesso, i contattisti entrano in contatto con entità aliene, attraverso un “semplice” contatto psichico. La telepatia, quindi, o meglio non ben definite capacità ESP, sono il mezzo, il dono o, se volete, il software che permette alle due “categorie” di comunicare con le entità. Mentre per i sostenitori (sulla falsariga delle teorie di Jung riferite al fenomeno visivo degli UFO) dell’ipotesi psico-sociologica il fenomeno sarebbe il risultato della crisi che vive la nostra società e, conseguentemente, il contattista sarebbe in uno stato di alterazione mentale, per chi ritiene che, nonostante tutto, il fenomeno presenta elementi – oggettivamente – non trascurabili e sia quindi meritevole di grande attenzione, si pone un grande problema. La difficoltà, evidente, di interpretare e tentare di chiarire il meccanismo alla base di una tale mole di dati, messaggi e comunicazioni. La stessa corrente parafisica, alla luce delle recenti scoperte scientifiche, lascia il passo ad una visione nuova della tecnologia che, considerata nella sua massima – e futura – espressione, renderebbe, per usare un’espressione di Arthur C. Clarke, indistinguibile la scienza dalla magia. Nello stesso senso, si è espresso Steven M. Greer, forse uno dei più attivi ricercatori a livello mondiale il quale, si è spinto oltre, sperimentando tecniche per “indurre” un contatto utilizzando dispositivi luminosi, laser e segnali radio , unitamente a procedure di trasmissione a distanza (“Remote Viewing”, visione a distanza, attraverso la consapevolezza) [23]. Sistemi analoghi sono stati utilizzati, anche in questo paese, in esperimenti a cui ho partecipato come osservatore. In particolare, pur senza ottenere la comparsa di veicoli ed oggetti, sono state, però, registrate anomalie nel funzionamento degli strumenti di controllo [24] mentre era in corso un presunto contatto telepatico. Superfluo sottolineare che il messaggio raccontato dalla medium era molto simile ai classici messaggi che si “ricevono” continuamente in tutto il mondo. 
La vera prospettiva di ricerca, in questo settore, resta, a mio avviso, la comprensione del meccanismo di trasmissione, piuttosto che il messaggio in sé. Ed il lavoro portato avanti, in passato dal Dottor Greer, ed, oggi, da altri gruppi di studio, va senz’altro in questa direzione.
Cultismo e nuove prospettive
In una recente (N.d.R: “recente” al momento della stesura di questo articolo) pubblicazione del CESNUR (Centro per lo studio delle nuove Religioni) [25], il sociologo italiano Massimo Introvigne compie un ampia disamina sulle diverse religioni presenti in Italia. In particolare, per ciò che attiene all’oggetto di questa indagine, affronta, anche, le problematiche relative al cosiddetto fenomeno del dischismo. Specificatamente, l’autore individua all’interno del Movimento dei dischi volanti cinque gruppi organizzati presenti sul territorio nazionale:

- RELIGIONE RAELIANA
- NONSIAMOSOLI – ASSOCIAZIONE CULTURALE “GIORDANO BRUNO”
- NOVACONVIVIA
- UNARIUS – SCIENCE OF LIFE
- C.O.O.P. C.O.S.M.O. (COOPERATIVA OPERANTE OPPORTUNITÀ DI PACE – CONDIVISIONE OLISTICA SIMBIOSI MULTIPLANETARIA ORGANIZZATA)

I primi due gruppi sono – per così dire – d’importazione mentre gli ultimi tre sono nati in Italia. 
La Religione Raeliana – cui è dedicata la ricerca svolta per il Cesnur dalla
sociologa canadese Susan Palmer, ora pubblicata in un volume separato (I
Raeliani, Elle Di Ci) – è il maggiore culto ufologico su scala mondiale [26]. Questo e molto altro è il Movimento Raeliano Internazionale fondato da Claude Vorilhon, ribattezzato Rael dagli Elohim (scienziati extraterrestri che avrebbero creato l’uomo in laboratorio), ex giornalista sportivo francese contattato, nel 1973, da alieni alti circa un metro e venti, con pelle olivastra ed occhi di tipo orientale, per trasmettergli un messaggio rivelatore sulle origini della razza umana [27].
Secondo, per ordine di grandezza in Italia, il gruppo chiamato ”Nonsiamosoli”, che riunisce i numerosi seguaci di Giorgio Bongiovanni, residente a Porto Sant’Elpidio, che si presenta come erede del contattista Eugenio Siragusa, già fondatore del Centro Studi Fratellanza Cosmica e i cui rapporti con Bongiovanni sono stati definitivamente interrotti [28].
Vi è, poi, un’appendice dedicata all’Associazione Astronauti Autonomi e ai Men in Red (Mir) – Collettivo di Ufologia Radicale, gruppi certamente non religiosi e anzi rigorosamente materialisti e di ispirazione marxista. Se gli Astronauti Autonomi credono a un’imminente fine del mondo cui sarà possibile sottrarsi solo gestendo autonomamente la costruzione di astronavi (sottraendola al monopolio capitalista) i Men in Red si pongono a valle di una poco nota ma non irrilevante tradizione di interesse marxista per gli Ufo. Ipotizzano che si tratti di «compagni dello spazio», venuti per aiutare i terrestri a salvarsi dalla «barbarie capitalista» [29].
In realtà, l’analisi non è precisa poiché esistono altre “religioni” – secondo la terminologia utilizzata da Introvigne – dove, la tematica extraterrestre è, comunque, fortemente presente – seppur con varie sfumature – all’interno del bagaglio culturale del movimento religioso. In particolare, alcuni gruppi ricompresi da Introvigne all’interno della categoria “Religioni e movimenti del Potenziale Umano” ed in quella “New Age, movimenti post-New Age e Next Age” mostrano, indiscutibilmente, elementi riscontrabili anche all’interno di gruppi “contattisti” classici. Non è questa la sede per contestare la classificazione avanzata dallo studioso – oggetto di feroci attacchi su Internet [30] – ma, semplicemente preme, a chi scrive, sottolineare come la problematica relativa al fenomeno del cultismo ha, decisamente, superato i limiti tradizionali che le erano riconosciuti. Se proviamo, a vedere – all’interno di un glossario ufologico [31] – la definizione comunemente utilizzata per il termine cultismo troviamo: “atteggiamento che trasforma l’interesse per il problema in vera e propria “ufolatria”: gli UFO e i loro presunti occupanti ridotti a una sorta di culto irrazionale e millenaristico di “salvezza dall’alto” imperniato sulla figura carismatica del “contattista”. Gli “occupanti” sono visti come una sorta di “deus ex machina”. In modo analogo in corrispondenza della parola contattisti rinveniamo la seguente spiegazione: “i soggetti che si dicono in contatto continuato con presunte creature extraterrestri, direttamente o a mezzo di percezione extra-sensoriale. Essi manifestano atteggiamenti di vero e proprio “cultismo” dalle tinte millenaristico-apocalittiche, senza però produrre prove concrete delle loro affermazioni”.
Definizioni di questo tipo non mi sembrano esaustive. Nel caso specifico della venuta degli extraterrestri per salvare la Terra dal disastro ambientale, speranza particolarmente diffusa nelle moderne correnti che guardano al cosmo come al luogo di salvezza, tutto sembra ridursi ad una semplice espressione dell’autocoscienza dell’uomo moderno consapevole d’aver infranto l’equilibrio delle leggi della natura. Lo stesso Jung riteneva – come ricorda Susan Palmer [32] – che i culti dei dischi volanti avrebbero avuto
un ruolo importante nel ventunesimo secolo, andando così incontro alle paure dell’uomo moderno,mettendo al centro di nuove mitologie angeli tecnologici alieni, versione
moderna del deus ex machina degli antichi. In tal senso, lo stesso catalizzatore alla base del fenomeno dei culti cargo (che sorgono nel momento in cui una cultura, tecnologicamente avanzata, entra in contatto con un’altra più arretrata: è la stessa strana esperienza a suo tempo vissuta da Cristoforo Colombo, Sir Francis Drake, James Cook, ecc. [33]) si riproporrebbe per quei soggetti coinvolti, loro malgrado, nella situazione che stiamo trattando. 
Una simile interpretazione mi sembra, francamente, riduttiva; sufficiente, forse, ad una corrente di pensiero post-monnerista, ma incapace di portare elementi utili a chi, faticosamente, sceglie di occuparsi di ricerca di frontiera. Al contrario, il problema si presenta in modo estremamente articolato e complesso.
Il contattismo tout court presenta, infatti, due anime diverse e talvolta coincidenti con quella del cultismo. Da un lato il “contattismo deteriore”, nato dall’atteggiamento di soggetti decisi a richiamare su di sé l’interesse generale per fini e motivazioni varie; molti gruppi hanno o hanno avuto un fondatore mentre, raramente, sono stati fondati da un gruppo di persone elette. Così il soggetto “fondatore” (che spesso fonda il suo gruppo in seguito a rivelazioni ricevute da entità spirituali estranee) ritenuto detentore di poteri e/o conoscenze speciali, viene seguito ed accettato – quasi sempre incondizionatamente – dai nuovi membri del gruppo. Dall’altro soggetti in buona fede che, convinti della propria esperienza e del suo intrinseco messaggio, operano con animo spirituale ma senza atteggiamenti necessariamente messianici, presentandosi solo come testimoni di una realtà da loro stessi ritenuta contraddittoria e non pienamente comprensibile. Accanto a questi gruppi di tipo ufologico esistono, quindi, delle persone singole, alcune delle quali si riuniscono in gruppi per lo più informali, che sostengono di essere contattati da entità aliene di vario tipo.
A complicare ulteriormente la situazione interviene la constatazione [34] che anche i soggetti rapiti “sistematicamente” –oggetto, cioè, di quell’insieme di esperienze definite comunemente abductions – cominciano a mostrare una graduale accettazione della situazione ed evidenziano caratteristiche comportamentali (come la progressiva convinzione che l’operato degli alieni sia teso al nostro miglioramento ambientale) sempre più simili a quelle dei contattisti. Il rapito, esattamente come il contattista, si sente partecipe di rivelazioni epocali e racconta messaggi di evidente contenuto spiritualista [35] analoghi, se non identici, a quelli dei più famosi contattisti.
La barriera tra contattismo e fenomeno dell’abductions viene così, lentamente ma inesorabilmente, a cadere. La stessa sindrome conosciuta come DIANA (Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena) [36] che riguarda, nel mondo, migliaia di persone – principalmente donne – viene descritta, da coloro che vivono quest’esperienza, con toni decisamente più “morbidi” rispetto al passato. In alcuni casi, le sensazioni che accompagnano tale esperienza assumono addirittura connotati positivi [37]. In uno studio svolto recentemente su tre donne [38], di differente età, estrazione sociale, condizione fisica, luogo di residenza, ecc. chi scrive ha potuto constatare come, pur con le dovute differenze, il messaggio sostanziale e i sintomi fisici e psicologici erano identici o molto simili tra di loro. Evidentemente, anche in questo caso, come affermato nel capitolo precedente, più che il messaggio in sé è decisivo il meccanismo con cui avviene questo tipo di comunicazione e i fenomeni (sintomi ed effetti collaterali [39]) che lo accompagnano. 
Non credo che teorie quali quella della “tattica puntiforme” di Minazzoli [40] (una strategia di comunicazione messa in atto dagli alieni per risvegliare le coscienze in modo progressivo e non traumatico) o quella più ardita di Colaminè [41] (gli impianti alieni sarebbero “teletrasportati” direttamente nel soggetto) possano essere decisive in proposito. Sono però interessantissimi punti di partenza che aprono nuove prospettive.
In un testo [42], storico e fondamentale, per l’ufologia moderna J.E.McDonald attacca fortemente i “gruppi di contattisti deliranti”, ma ben maggiore è il suo accanimento contro quegli scienziati che denunciano i testimoni di osservazioni ufologiche come cultisti e che meritano, quindi, “ d’essere fortemente criticati per la loro condotta non scientifica”. E’ passato molto tempo da quando McDonald ha scritto quel passo e l’ufologia ha dovuto affrontare nuovi problemi tra i continui attacchi della “burocrazia” scientifica. Certo è preferibile occuparsi di problematiche lontane dal contattismo, le più lontane possibili, se si vuole evitare il ridicolo e gli attacchi dei benpensanti, ufologi e non. Forse è addirittura preferibile contestare l’uso stesso dell’aggettivo “ufologico” in relazione ai gruppi cultisti per evitare omogeneizzazioni con chi svolge una seria ricerca scientifico-investigativa [43].Ma in tal modo si evita semplicemente il problema. Non è un quesito terminologico quello che, attraverso molteplici aspetti, ci si presenta di fronte. E’ qualcosa di più importante che necessita tutta la nostra attenzione.
In un breve passo di un’intervista, citata in precedenza [44], con il più famoso contattista italiano, Eugenio Siracusa, veniva testualmente riportato:
Maurizio Baiata:
Vengono rapite persone che non hanno a che vedere con l’ufologia.
Eugenio Siracusa:
Vengono accuratamente scelte! Dobbiamo chiederci in base a quali criteri sono prelevate. Anch’io sono stato “rapito” quando mi hanno imprigionato, ma non dagli extraterrestri.
Credo che in queste battute vi sia indicata la giusta direzione per rispondere a tutte le nostre domande. Non tanto nella risposta di Siracusa, ma nell’affermazione di Baiata. La strada è appena aperta. Ora bisogna percorrerla. 
“Ma padre l’aeronautica americana dice che non esistono” 
“E’ sbagliato Danny. E’ l’aeronautica americana che non esiste (…) Forse,farei meglio ad aggiungere un altro fatto. Il governo degli Stati Uniti ha
ragione a dire che gli UFO non esistono. Così, figliolo mio prediletto, il governo NON sta mentendo. Se li hanno identificati, non sono più UFO,e quindi NATURALMENTE non esistono” 
Tratto da “THE CATCHERS OF HEAVEN” di M. Wolf
Note:
[1] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA le teorie e i fatti, Longanesi & C., 1978.
[2] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del Contattismo, Bollettino interno Fondazione Sentinel, marzo 1998.
[3] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, 5 dicembre 2000.
[4] Secondo la classificazione Hynek.
[5]  Cfr. C.Sabadin, ult. cit.
[6] Cfr. M.Santamaria, Ufo la rivista extraterrestre, febbraio 1999.
[7] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, ottobre 1999.
[8] Cfr. M.G.Toma, “Da dove vengono?”, Stargate, luglio-agosto 2000.
[9] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, settembre 2000.
[10] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit. 
[11] Cfr. P.Toselli, “UFO-DAY”, Incontro-dibattito sugli ufo organizzato a Casanova Staffora (PV),l’8 novembre 1997.
[12] Cfr. M.G.Toma, “Da dove …”, ult. cit.
[13] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non si compra”, Dossier Alieni, febbraio-marzo 1998.
[14] Per un’analisi più specifica dell’altro caso “storico”, quello di Meier, rimando alla mia precedente analisi in : “Viaggio all’interno del Contattismo”, già citato.
[15] Cfr. P.Mantle, “Mente universale”, Ufo Network, marzo 2000.
[16] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit.
[17] Ma ricordiamole contestazioni del Ciscop e del Cicap.
[18] “Ufos and Aliens: The search for truth….making contact”, Discovery Channel.
[19] Cfr.G.Degli Esposti, “Bagliori dell’incredibile”, Ufo Notiziario, giugno 2001.
[20] Cfr. J.Keel,”UFO: operazione cavallo di Troia”, MEB 1975.
[21] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit
[22] Vedi il sito internet: http://www.coopcosmo.com 
[23] Cfr. S.Greer, “Oltre la barriera della luce”, Dossier Alieni, marzo-aprile 2000.
[24] Specificatamente un contatore geiger e un misuratore di campi elettromagnetici sono andati fuori scala, contemporaneamente e per lo stesso tempo, durante il “presunto” contatto telepatico
[25] Enciclopedia delle Religioni in Italia.
[26] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[27] Per un’analisi più completa sul movimento Raeliano si veda: Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[28] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.
[29] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[30] A titolo esemplificativo vedi il sito:
http://www.ummah.org.uk/kelebek/cesnur/ 
[31] Vedi il sito:
http://www.cun-italia.net/faq/gloss.htm
[32] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[33] Cfr. J.Fiebag, “I Culti Cargo”, Dossier Alieni, dicembre 1997- gennaio 1998.
[34] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[35] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la metamorfosi onirica”, Ufo Notiziario, dicembre 2000.
[36] Presentata Il 3 novembre 1990, durante il Primo Congresso Nazionale di Parapsicologia e Ufologia di Las Palmas, dagli ufologi Javier Sierra e Josep Guijarro.
[37] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit. 
[38] Specificatamente si trattava di una donna M. fortemente convinta di essere in contatto con esseri alieni con cui aveva sistematiche comunicazioni telepatiche (in passato anche contatti fisici diretti) e di due ragazze C. e R. più facilmente ascrivibili in episodi di DIANA. 
[39] Tra cui ritengo sia doveroso far rientrare anche una certa fenomenologia “apparentemente” ESP o paranormale.
[40] Cfr.”Contattisti pro e contro”, Oltre la Conoscenza n° 18.
[41] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit.
[42] Cfr. J.E. McDonald, “Gli ufo e la scienza”, Fanucci Editore, 1976.
[43] Vedi il comunicato Adnkronos del 30-04-98: “il Cun, contesta ”l’uso improprio del termine ‘ufologico’ in associazione a sette di carattere millenaristico con cui la stampa tende ormai ad omogeneizzare chiunque si occupi del fenomeno Ufo”. Il riferimento e’ alla pubblicazione di uno studio del Viminale … Il Cun rivendica il ”concreto approccio di ricerca scientifico-investigativa” che ispira gli studi dell’associazione.”
[44] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.
http://www.camelotchronicles.com/2007/Testi/11antictxt.htm