I figli della ‘ndrangheta – Intervista ad Antonio Nicaso

di Lia Staropoli   
giovedì 20 marzo 2008
Antonio Nicaso Nella ‘ndrangeta si entra per legami di sangue oppure per “meriti” anche se per esserne complici basta davvero poco, è sufficiente il silenzio dell’omertà.
Questa organizzazione criminale è strutturata in maniera stabile,vincolata alle sue regole e tradizioni, ma prevede un sistema di reclutamento finalizzato alla conservazione del potere come una fredda macchina programmata ad ampliare se stessa.A questo proposito ho posto alcune domande prof. Antonio Nicaso,considerato uno dei massimi studiosi della ‘ndrangheta del mondo,storico delle organizzazioni criminali, autore di “’Ndrangheta le radici dell’odio”,di “Fratelli di sangue” scritto insieme a Nicola Gratteri,e autore di altri quindici libri.
Professore, inerente all’argomento dei “picciotti lisci” intenti a reclutare i c.d. “contrasti onorati “,ovvero giovani non affiliati che però hanno i requisiti per diventarlo,potrebbe chiarirmi meglio quali sono queste qualifiche?
I giovani vengono reclutati per i loro vincoli parentali, ma anche per la loro capacita’. Quando superano la prova dell’affidabilita’ (vengono monitorati, guardati, osservati) diventano contrasti onorati, un pre-requisito per acquisire successivamente la carica di picciotto.

Ci sono dei parametri precisi di valutazione che riguardano i meriti per essere candidati come contrasti onorati? Sono i picciotti lisci che si accostano al potenziale contrasto onorato o in genere è il ragazzo che ambisce l’appartenenza al clan?
Spesso sono i picciotti lisci a reclutare i contrasti onorati. Nei piccoli paesi quelli che sanno “campare” si notano subito. Il metodo e’ quello della cooptazione. Si entra solo per chiamata diretta. Non ci sono concorsi. Un giovane non può chiedere di entrare. Deve farsi apprezzare, deve farsi valere. Può frequentarli, ma non può autocandidarsi.

Quindi i picciotti lisci adescano i coetanei soprattutto quelli che si distinguono per azioni delittuose.
Esatto e poi propongono la loro cooptazione ai superiori. Spesso si assumono la responsabilità di “portarli dentro l’organizzazione”. Quindi devono essere sicuri di fare la scelta giusta e di puntare sul giovane giusto. Se il giovane si rivela un bluff, le responsabilità ricadono sul proponente

E quali potrebbero essere le “sanzioni” per l’uno e per l’altro?

Le sanzioni sono gravi e possono arrivare anche all’eliminazione degli “infami”. Il tradimento, la delazione non sono ammessi.

Il giudice Borsellino diceva: “se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo” in quanti modi la gioventù presta il consenso alla mafia?
Tanti. Spesso anche solo con il silenzio.

Si parla di battesimo per coloro che hanno meriti di sangue a soli 14 anni, qual’ è l’età media dei picciotti lisci,di sgarro o dei contrasti onorati?
L’unica deroga riguarda i figli dei mafiosi che possono entrare a 14 anni. Ma poi devono riconfermare i “voti” quando raggiungono l’età adulta .

Iniziano comunque l’indottrinamento molto presto come scriveva , In una lettera inviata dal carcere a Paolo Bruno Esquisone , boss di Bova Marina, don Mico Tripodo capobastone di Sambatello ” vi raccomando di stare attento perché il mondo che tutto infame. Se vi occorre della gioventù curatevela voi stesso sempre persone conoscenti vostre “…
Esatto, il monitoraggio avviene prima del reclutamento. Tripodo invitava i suoi a “crearsi” i nuovi quadri.

In modo molto esplicito, da cosa devo dire di diffidare ai giovani miei conterranei?
Dalla malapolitica e dagli ipocriti, quelli che promettono. I giovani devono fare rete, affrontare temi importanti. Convincersi di essere protagonisti di un grande progetto, quello del rinnovamento della nostra società che non può essere regolata solo e soltanto dalla cultura dello scambio,non possiamo più essere prigionieri del bisogno,è necessario scendere in campo, fare politica, sfidare i vecchi schemi senza farsi condizionare dal bisogno, dalla raccomandazione.

Lia Staropoli  Ammazzateci tutti – Coordinamento Vibo Valentia

www.ammazzatecitutti.org

2 Risposte a “I figli della ‘ndrangheta – Intervista ad Antonio Nicaso”

  1. Marco Tarantini Dice:

    Molto interessante. Lia, l’hai intervistato te?
    E’ importante sapere come funzionano le organizzazioni criminali per poterle combattere!
    Grazie! :)

  2. liastaropoli Dice:

    Grazie Marco, ho fatto io l’intervista,Antonio è una persona straordinaria un grande esempio per noi e con lui stiamo cooperando per altre iniziative sull’educazione alla legalità.Facendo adottare dalle scuole nelle zone ad alta densità mafiosa il suo libro scritto insieme al Magistrato Nicola Gratteri “Il grande inganno”. Magari è difficile cambiare le coscenze degli adulti ma se i ragazzi si educano ai giusti valori si potrebbe davvero eliminare la mafia, Borsellino diceva “se la gioventù le negherà il consenso anche questa potente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”…
    Lia

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