Archivio per Agosto, 2009

“Ammazzateci tutti”: siamo vicini agli uomini delle forze dell’ordine vittime di aggressioni e di atti intimidatori

Posted in Crimini di mafia on Agosto 21, 2009 by italiancrimes

All’apertura dei workshop di “Legalitalia”, l’evento in memoria del giudice Antonino Scopelliti, in piazza Duomo a Reggio di Calabria, i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”  hanno espresso la loro vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che <<scegliendo di vivere per servire gli altri e la legalità, stanno divenendo sempre più frequentemente vittime di feroci aggressioni e di gravi atti intimidatori>>.

Durante l’incontro formativo sono stati ricordati i carabinieri della provincia di Vibo Valentia che, nelle settimane che hanno preceduto il meeting sono stati oggetto di barbari pestaggi riportando gravi lesioni.

Due episodi distinti, uno a Nicotera Marina e l’altro a Limbadi, ma accomunati,  perché  commessi in luoghi  dove prevale l’omertà provocata dalla paura , e dove  purtroppo i carabinieri  << subiscono la cieca avversione per le divise da parte di pochi, ma anche l’indifferenza da parte di molti. Un’ ostilità generata dalla mentalità mafiosa, dalla quale, purtroppo, ha origine la reticenza a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura anche da parte delle persone oneste>>Afferma Lia Staropoli .

A farne le spese oltre ai carabinieri sono stati ancora una volta i cittadini, la gente non intende più farsi rappresentare da una minoranza che impone loro il silenzio, e qualcuno non ha fatto mancare la propria solidarietà ai militari dell’Arma.

 

Al tavolo dei  relatori dei workshop,  presieduti da Massimo Brugnone e da Lia Staropoli,  sedevano Laura Nocilla del comitato “Addio Pizzo” di Palermo, Cristian Alicata Vicepresidente della commissione legalità del Forum Nazionale dei Giovani;  Emiliano Morrone, giornalista, Orfeo Notaristefano , giornalista, autore di “Cocaina Connection”.

 Gli ospiti hanno esposto i propri progetti nell’ambito editoriale e sociale per coadiuvare l’antimafia e l’affermazione della cultura della legalità,          << non possiamo delegare solo pochi uomini delle forze dell’ordine e della magistratura>> dichiara Laura Nocilla del comitato “Addio pizzo” e invita i cittadini ad affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio, e a rendersi conto che la lotta per contrastare la criminalità organizzata deve essere un obbiettivo comune.

Un cambiamento che deve essere necessariamente supportato anche dai vertici delle istituzioni, che non devono far mancare alle forze dell’ordine le strutture adeguate, è impensabile che in una zona ad altissima densità mafiosa vi sia un numero così esiguo di militari dell’arma,  ma anche edifici e mezzi inadeguati per contrastare l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo.

 I ragazzi del movimento antimafia concludono chiedendo alle istituzioni ma anche ai cittadini onesti di non abbandonare questi uomini, che come il giudice Scopelliti, con onestà e dedizione servono lo stato e la giustizia.

 

 

http://vibovalentia.ammazzatecitutti.org/

Nuovo gruppo dischista italiano

Posted in Antisette on Agosto 13, 2009 by italiancrimes

Corrado Malanga e il Coordinamento Stargate Italiani

Corrado Malanga nasce a La Spezia nel 1951. Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa alle teorie sugli UFO e collabora con il Centro Ufologico Nazionale (CUN), fino a diventare responsabile del comitato tecnico-scientifico di questa organizzazione. Una serie di dissensi, in particolare (ma non solo) sulla valutazione del fenomeno delle abduzioni aliene, porta Malanga con il suo Gruppo Stargate Toscana a lasciare il CUN nel 2000. Successivamente, Gruppi Stargate ispirati alle teorie di Malanga nascono anche in altre regioni italiane – in particolare in Friuli, in Lombardia e nel Lazio –  e nel 2008 si riuniscono nel C.S.I. – Coordinamento Stargate Italiani; ciò che non toglie, per esempio, che l’associazione Gruppo Ricerche Stargate Lombardia si configuri quale gruppo di ricerca indipendente. La notevole affluenza alle conferenze di Malanga testimonia l’esistenza di un vero e proprio movimento, che appare in crescita.

La tesi centrale di Malanga è che esistono molte più persone che sono state rapite (“abdotte”) dagli alieni di quanto comunemente si creda. Infatti la maggioranza degli abdotti non ricorda il rapimento, pur portandone talora tracce fisiche sotto forma di cicatrici che rimandano a operazioni e impianti chirurgici praticati dagli alieni, e recupera questa memoria solo attraverso l’uso di strumenti come l’ipnosi regressiva e la programmazione neuro-linguistica, utilizzate da Malanga con una metodologia particolare che dovrebbe permettere di distinguere le vere dalle false memorie di abduzione. Malanga ha messo a punto anche un primo test di autovalutazione, che si può compilare anche online e che dovrebbe permettere di auto-identificarsi come abdotti. Il fatto che per la grande maggioranza di coloro che lo compilano il test dia esito positivo mostra secondo Malanga che, nonostante gli sforzi degli alieni, qualche ricordo nelle persone abdotte comunque permane – e le spinge al contatto con il Coordinamento Stargate o alla compilazione del test.

A differenza di altri autori di libri sugli UFO – e sta qui la ragione principale delle separazioni e delle polemiche – Malanga ritiene che il fenomeno delle abduzioni non sia positivo ma negativo. Gli alieni non sono “fratelli dello spazio” che vengono a portare amore e pace, ma nemici dell’umanità che manipolano i terrestri per sottrarre loro l’energia di cui hanno bisogno per sopravvivere e perseguire il sogno dell’immortalità. Malanga contesta anche le teorie secondo cui ci sono alieni buoni e cattivi (secondo la versione di un autore molto letto negli ambienti ufologici, l’inglese David Icke, i “rettiliani” cattivi e i “pleiadiani” buoni): anche i presunti buoni sono cattivi travestiti. Mentre i “grigi”, di cui parla la letteratura ufologica, sono una sorta di robot biologici al servizio degli alieni (che li usano anche per i rapimenti), gli extraterrestri si dividono in cinque razze principali, che sia collaborano sia sono in conflitto tra loro.

Con le abduzioni dei terrestri ciascuna razza persegue scopi parzialmente diversi, ma nella sostanza tutte si servono degli umani per ricevere energia vitale e perseguire una vita molto più lunga della nostra o addirittura l’immortalità. A questo scopo depositano nel cervello degli abdotti con varie procedure le loro memorie, che potranno poi recuperare, oppure separano temporaneamente l’anima dell’abdotto dal suo corpo e la inseriscono nel corpo dell’alieno assorbendone l’energia vitale, o ancora entrano nella mente degli abdotti con un fenomeno che assomiglia alla possessione. Nella loro corsa all’immortalità gli alieni non rapiscono chiunque, ma solo quegli umani che sono dotati di anima, di cui dispone non più del venti per cento dell’umanità. L’abduzione è anche un fatto generazionale: un abdotto ha in genere un genitore che è stato abdotto, e i suoi figli saranno probabilmente rapiti a loro volta. Gli alieni, però, nonostante le loro avanzate tecniche di rapimento non sono infallibili: alcuni, anche senza rendersene conto, possono resistere ai tentativi di abduzione sperimentando però vari disturbi e fenomeni paranormali (fino al caso estremo della combustione umana spontanea) a causa dell’enorme dispendio di energia messo in atto per resistere all’assalto alieno.

Le tecniche proposte da Malanga affermano di poter porre rimedio a un gran numero di disturbi che possono apparire di origine fisica o psichica ma che in realtà derivano dai ricordi inconsci e dalle conseguenze dell’abduzione aliena. Malanga ha risposto a chi vede in queste procedure somiglianze con l’auditing della Chiesa di Scientology che l’accostamento di Scientology anche ai fenomeni extraterrestri è del tutto limitato e superficiale. Nel corso delle procedure di Malanga è possibile interagire con gli alieni presenti nelle menti degli abdotti rivolgendosi a loro come fa l’esorcista con il Demonio nei casi di possessione, e ultimamente liberare l’abdotto da queste presenze e dalle loro conseguenze.

Il riferimento alla possessione non implica che Malanga dia un giudizio positivo sulle religioni. È precisamente il contrario. Da una parte, la teoria di Malanga afferma di poter fornire una spiegazione scientifica a fenomeni interpretati grossolanamente dalle religioni: così, per esempio, la glossolalia (o meglio l’alloglossia, il parlare in lingue sconosciute) e le presunte memorie di vite passate derivano dall’accesso dell’abdotto a memorie degli alieni o a memorie di altre persone abdotte dagli stessi alieni, dal momento che tutte queste memorie si mescolano quando il cervello umano è usato a fini di stoccaggio o deposito. Dall’altra, le grandi religioni – come la grande politica e i complotti per un nuovo ordine mondiale – sono al servizio degli alieni, quando non sono trucchi inventati da loro, per convincere gli umani a lasciare assorbire dagli extraterrestri le loro energie psichiche senza troppo protestare. Malanga sostiene che le apparizioni mariane, in particolare, sono inscenate dagli alieni per questi scopi, e si esprime in termini molto severi nei confronti delle religioni. “Gli alieni – spiega in un’intervista –  travestiti da preti frati suore dei e papi ci rincoglioniscono e ci impauriscono promettendoci pene severe per il nostro futuro se non facciamo come vogliono loro”. Si tratta quindi di rifiutare la religione, convincendosi al contrario che “Dio è dentro di noi perché noi siamo Dio”. A partire da questa consapevolezza, i Centri Stargate non si limitano a denunciare le azioni degli alieni e dei loro complici, ma propongono un itinerario che dovrebbe portare ad acquisire una nuova conoscenza globale, che rifiuta il nome di religione – la religione come comunemente la s’intende essendo di per sé considerata un fenomeno negativo – ma che di fatto propone un itinerario spirituale alternativo e completo.

B.: Tra le opere di Corrado Malanga si vedano, in particolare, Gli Ufo nella mente: interferenze aliene, Bompiani, Milano 1998; e Alieni o Demoni. La battaglia per la vita eterna, Chiaraluna, Assisi 2007.

 

 Corrado Malanga (guru della setta)

Tratto da: http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm