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		<title>&#8220;Morte di un giudice solo&#8221; Il delitto Scopelliti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:19:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Crimini di mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Crimini irrisolti]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo del “Quotidiano della Calabria” del 18/102009
Nicotera: continua il progetto “città della legalità”
Presentato il libro del giornalista Prestifilippo
L’amministrazione comunale di Nicotera continua la sua battaglia per l’affermazione del principio di legalità sul territorio di riferimento, muovendosi nell’ambito del progetto “Città della legalità”.
Questa volta (nella cornice della biblioteca del Liceo– Itis), l’occasione di ritrovarsi a discutere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=69&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Articolo del “Quotidiano della Calabria” del 18/102009</strong></p>
<p><!--sizeo:7--><span style="font-size:14pt;line-height:100%;"><!--/sizeo--><!--coloro:red--><span style="color:red;"><!--/coloro-->Nicotera: continua il progetto “città della legalità”</span><!--/colorc--><!--sizec--></span><!--/sizec--></p>
<p>Presentato il libro del giornalista Prestifilippo<!--colorc--></p>
<p>L’amministrazione comunale di Nicotera continua la sua battaglia per l’affermazione del principio di legalità sul territorio di riferimento, muovendosi nell’ambito del progetto “Città della legalità”.<br />
Questa volta (nella cornice della biblioteca del Liceo– Itis), l’occasione di ritrovarsi a discutere di legalità è stata la presentazione del libro del giornalista e oggi responsabile delle pagine culturali della “Gazzetta del Sud”, Antonio Prestifilippo (tra l’altro amico personale del giudice Borsellino), intitolato “Morte di un giudice solo” e dedicato alla figura di uno dei più specchiati servitori dello stato e cioè il giudice calabrese Antonino Scopelliti, barbaramente assassinato dalla criminalità organizzata e alla cui memoria è stata costituita una fondazione oggi guidata dalla figlia Rosanna.<br />
Ad aprire i lavori il sindaco Salvatore Reggio che ha sottolineato l’importanza di inculcare alle giovani generazioni il concetto di legalità anche mediante la conoscenza di eroi borghesi come Scopelliti al quale presto sarà intitolata una via della città, il presidente del consiglio provinciale Barillaro che ha portato i saluti del Presidente De Nisi e il consigliere regionale Brunello Censore che ha puntualizzato come inziative come queste, unite allo sforzo della politica di assicurare un sano sviluppo alla terra calabrese, costituiscono gli unici antidoti per immunizzarci dal contagio criminogeno.<br />
E’ poi intervenuta Lia Staropoli, componente della direzione nazionale del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” che in un appassionato intervento ha esortato i ragazzi a respingere, anche mediante il loro impegno civile diretto, i valori inculcati dalla controcultura mafiosa.<br />
A seguire l’autore del libro, Prestifilippo, che ha evidenziato il contesto storico- politico in cui maturò la decisione di uccidere Scopelliti. In sostanza un favore che Cosa Nostra siciliana chiese alle ndrine calabresi in quanto Scopelliti si era rifiutato di “aggiustare” la sentenza del primo maxi processo alla mafia. Prestifilippo ha inoltre evidenziato la coltre di oblio immediatamente scesa sul caso Scopelliti appena pochi giorni dopo il suo omicidio e che a distanza di tanti anni impedisce ancora di conoscere i responsabili e i mandanti, ringraziando l’amministrazione comunale di Nicotera per avergli dato l’opportunità di far conoscere agli studenti la grande storia umana e professionale del “giudice solo”.<br />
Sono poi intervenuti Mons. Giuseppe Fiorillo, dell’associazione antimafia “Libera” che ha anche lui posto l’accento sulla necessità che i giovani evitino di essere sedotti dalla controcultura criminale anche scagliandosi contro certi media che veicolano una immagine distorta della mafia, quasi banalizzandola e elevandola a fenomeno di costume anziché di malaffare, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese e Donatella Bruni, segretario provinciale della CGIL che hanno rispettivamente posto l’accento sull’importanza del fare cultura e della tutela dei diritti per fare uscire la Calabria dal sottosviluppo e che ha sottolineato l’importanza.<br />
A concludere il Preside Neri per il quale “la terra di Strati, di Repaci e di Alvaro ha tutte le potenzialità per sottrarsi alla pressione criminale”.</p>
<p>Giovanni Durante</p>
<p><img src="http://www.almcalabria.it/wp-content/uploads/2009/03/giudicesolo.jpg" alt="image" /></p>
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		<title>Il 24 Ottobre manifestazione nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[
www. ammazzatecitutti. org
IL 24 OTTOBRE TUTTI AD AMANTEA PER UNA CALABRIA PULITA DAI RIFIUTI PERICOLOSI! 
Il movimento antimafia “Ammazzateci tutti” e il comitato civico “Natale De Grazia”, insieme a tutte le altre associazioni promotrici, vi aspettano ad Amantea alla grande manifestazione nazionale del 24 Ottobre per una Calabria pulita dai rifiuti pericolosi.
La nostra Calabria è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=63&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"><img src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs280.snc1/10726_1163031809435_1637055561_413026_1420441_n.jpg" alt="image" /></p>
<p><!--sizeo:14--><span style="font-size:21pt;line-height:100%;"><!--/sizeo--><!--coloro:gray--><span style="color:gray;"><!--/coloro--><strong>www. ammazzatecitutti. org<!--sizec--></strong><!--sizec--></span><!--/sizec--><br />
<!--sizeo:7--><span style="font-size:14pt;line-height:100%;"><!--/sizeo-->IL 24 OTTOBRE TUTTI AD AMANTEA PER UNA CALABRIA PULITA DAI RIFIUTI PERICOLOSI! </span><!--/sizec--><!--colorc--></span><!--/colorc--></p>
<p>Il movimento antimafia <span style="color:orange;">“Ammazzateci tutti” </span>e il comitato civico <span style="color:red;">“Natale De Grazia”</span>, insieme a tutte le altre associazioni promotrici, vi aspettano ad Amantea alla grande manifestazione nazionale del 24 Ottobre per una Calabria pulita dai rifiuti pericolosi.</p>
<p>La nostra Calabria è stata avvelenata dalla ‘ndrangheta con tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi, celati nel nostro meraviglioso mare o sotterrati nelle nostre splendide terre.<br />
Al largo di Cetraro è stata individuata una nave inabissata dalla ‘ndrangheta, carica di rifiuti dannosi . E secondo il pentito che, per mezzo delle sue dichiarazioni ne ha consentito il ritrovamento, molte altre sono “le navi a perdere” ancora da individuare e rimuovere al largo delle nostre coste, calabresi e italiane.</p>
<p>Troppi sono i siti, nel nostro territorio, in cui è stata accertata la presenza elevatissima di sostanze tossiche e radioattive come nella vallata del fiume Oliva ad Amantea.<br />
Mentre a Crotone molte case, scuole e strade sono state costruite usando materiali densi di scorie tossiche e radioattive.</p>
<p>Forse è già in atto una catastrofe insanabile e la contaminazione così elevata del nostro ambiente ha già causato troppi decessi e origina gravi patologie tumorali.<br />
La ‘ndrangheta insieme ai propri complici, continua a devastare i nostri paradisi incontaminati scaricando “bombe ad orologeria” ovunque.</p>
<p>Per questo motivo ci appelliamo a tutti voi, calabresi e italiani che rivendicano un ambiente sano:<br />
Vi aspettiamo tutti ad Amantea (CS) sul lungomare dalle ore 09:00 per chiedere a tutte le istituzioni competenti di intervenire con estrema urgenza per l’immediata bonifica dei siti interessati dai rifiuti pericolosi.</p>
<p><em><!--sizeo:1--><span style="font-size:8pt;line-height:100%;"><!--/sizeo-->Per informazioni e organizzazione:<br />
tel  320 026 55 21<br />
e-mail: mov.ammazzatecitutti@email.it<!--sizec--></span><!--/sizec--></em></p>
<p><!--Signature--></p>
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		<title>Ecco come la &#8216;ndrangheta ha ucciso la mia terra</title>
		<link>http://italiancrimes.wordpress.com/2009/09/24/ecco-come-la-ndrangheta-ha-ucciso-la-mia-terra/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di mafia]]></category>

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di Biagio Simonetta
Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai riuscito a godermi l’ultimo bagno dell’estate, dopo i falò. Sorridevo e mi agitavo. Scalciavo nell’acqua contro chissà quale misterioso essere. Eppure stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L’onda che si ritira e trascina i sassi pare un tenero abbraccio di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=61&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
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<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=405843&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=136443262263&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=136443262263&amp;id=1646436369"><img src="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs216.snc1/8318_1166365813096_1646436369_405843_1173127_a.jpg" alt="" /></a></div>
</div>
<div>di Biagio Simonetta</p>
<p>Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai riuscito a godermi l’ultimo bagno dell’estate, dopo i falò. Sorridevo e mi agitavo. Scalciavo nell’acqua contro chissà quale misterioso essere. Eppure stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L’onda che si ritira e trascina i sassi pare un tenero abbraccio di donna. Una carezza.<br />
Eccolo il mare dei veleni. L’ultimo cadavere steso dalla ‘ndrangheta. Vittima inconsapevole dei clan, incapace di difendersi, nonostante la sua forza, le sue correnti. Navi a perdere, fusti radioattivi, fanghi tossici, danaro. Business.<br />
A Cetraro ci venivo in treno negli anni ’90. C’era Luisa, una ragazzina di Napoli con due occhi blu che ricordo ancora. Ogni estate lasciava il Vomero per passare le vacanze in Calabria. La sua famiglia fittava sempre la stessa casa. Quasi due mesi di villeggiatura: “Perché avete un mare meraviglioso. Veramente meraviglioso” mi ripeteva spesso, con quell’accento partenopeo che la rendeva buffa e saggia. Passavamo pomeriggi in spiaggia, rubando attimi d’intimità nascosti da una vecchio peschereccio abbandonato. Fissavamo l’orizzonte e poi col dito mi indicava la Spagna, la Tunisia. Le credevo.<br />
Il sole, se sei sul Tirreno, ti tramonta in faccia. Una palla di fuoco che il mare inghiotte lentamente. Poi è buio. Uno spettacolo al quale non potevo assistere a causa delle coincidenze ferroviarie. Lo immaginavo in treno, ma non poteva bastarmi.<br />
Luisa non la vedo dal ’96. Avevamo 16 anni. Il nostro amore immaturo non sopportò un inverno di lontananza. Ed è strano come in questo momento, dopo tutto questo tempo, il suo è un ricordo vivo. Fa quasi male.<br />
I fari della mia auto mi hanno portato qui, dove c’era il vecchio peschereccio. L’ha cancellato il tempo. A qualche miglio da questa riva c’è una nave sospetta che giace nell’abisso. I sonar avevano segnalato la presenza di una massa in quella zona. La Procura di Paola, che indaga sui rifiuti tossici e le navi fatte sparire dalla ‘ndrangheta, ha disposto l’invio di un rov, uno speciale robot che trasmette immagini in superficie. Il relitto, fotografato in ogni suo angolo è finito sulle prime pagine dei quotidiani. La stiva lacerata, i fusti accovacciati, la vita del mare che ha già trasformato i colori. Immagini senza appello, come le lastre di una Tac scurite da un cancro.<br />
Secondo il racconto di Francesco Fonti quel rottame enorme e arrugginito è la Cunsky, una delle navi a perdere fatta affondare nel Mediterraneo ancora carica di rifiuti radioattivi. Sparì dai radar nel 1992. Trasportava rifiuti radioattivi rinchiusi in circa 120 fusti di metallo. Gli uomini della Santa la fecero affondare caricandola di tritolo. Il botto e poi l’abisso: pochi istanti bastardi.<br />
Francesco Fonti è un pentito. Per circa trent’anni ha operato per conto dei Mammasantissima di San Luca, la terra degli Strangio, dei Pelle. La terra che ha esportato il crimine anche a Duisbug, in Germania. Sei morti, una notte, un ferragosto.<br />
Prima che il rov fotografasse lo scempio, Fonti ne aveva indicato il luogo esatto. Una precisione disarmante, improbabile se sai solo per sentito dire. Il collaboratore di giustizia ha riferito di aver partecipato in modo diretto all’affondamento di tre navi: la Yvonne A e la Voriais, oltre alla Cunsky. Sempre Fonti ha sostenuto che sarebbero una trentina le imbarcazioni con rifiuti radioattivi fatte inabissare al largo delle coste calabresi e africane.<br />
Ecco come la ‘ndrangheta ha ammazzato la sua terra, la mia terra. Venduta per danaro. Uccisa senza ripensamenti. Tradita. Il ritrovamento della Cunsky ha il sapore amaro di un funerale inatteso. Il senso di disgusto per un potere delirante che assassina se stesso. Chi verrà in Calabria la prossima estate? Chi tornerà a tuffarsi nel mare che un paio d’anni fa venne definito “da bere”? Chi prenoterà un albergo su questa costa?<br />
Mentre giornali e tv ripropongono le immagini della nave inabissata al largo di Cetraro, i calabresi osservano con rassegnazione. Dopo qualche ora di rumore, la notizia pare già vecchia. Archiviata. Una strana tolleranza ha già preso il sopravvento. Era già successo a Crotone, la città di Pitagora e di Pertusola Sud. Lì, altra costa, hanno costruito le scuole dei loro figli sul Cic, il famigerato Conglomerato idraulico catalizzato. Materiale duro, che riempie. Provoca il cancro, pare.<br />
Nessun sentimento di ribellione ha attraversato gli animi di quella gente. Per questo sono convinto che l’indignazione non appartenga a questa terra, nata sottomessa. Alle tv nazionali giunte qui al fronte, c’è chi ha risposto: “Adesso vogliamo i soldi”. Già, il danaro. Come se le banconote riportassero purezza nell’aria, vita.<br />
In Calabria ci si esalta per una Miss, per un calciatore che finisce in nazionale, per un gratta e vinci. E’ la regione con più sagre estive d’Italia. I clan osservano tutto e sorridono tronfi: impongono i caffè da bere nei bar, la coca che finisce nelle piazze, gli spinelli fumati nei bagni dei licei, le nigeriane che allietano gli addii al celibato. E poi inabissano navi imbottite di rifiuti farmaceutici che avvelenano il mare. Il loro mare. Lo stesso dove vivono i pesci che poi mangiano nei ristoranti asserviti, dove non si paga se sei un uomo d’onore.<br />
Osservo ancora il Tirreno da qui, dove un tempo un vecchio peschereccio era la nave più bella del mondo. A memoria, nel buio, scruto orizzonti spagnoli e tunisini che non esistono. Luisa forse vive a Napoli, o forse l’emigrazione ha inghiottito anche lei. Magari adesso ha un marito, e forse un bimbo che le dorme accanto. La vorrei qui, solo per un attimo. Le prenderei le mani, guardandola negli occhi. Vorrei spiegarle che il suo “mare meraviglioso”, forse, non esiste più.</p></div>
<div>Biagio Simonetta</div>
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		<title>ECOMAFIE: Comunicato Comitato Civico &#8220;Natale De Grazia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 17:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[ALLA VALLATA DELL’INFERNO 

Se non vi sarà una forte, compatta e combattiva mobilitazione delle intere popolazioni di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto ed altri Comuni contermini, il vecchio copione si ripeterà. Se pensiamo che le petizioni e gli articoli sui giornali saranno sufficienti a far assumere alle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=59&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#ff0000;"><strong>ALLA VALLATA DELL’INFERNO </strong><!--colorc--><!--/colorc--><!--sizec--><!--/sizec--><br />
</span></p>
<p>Se non vi sarà una forte, compatta e combattiva mobilitazione delle intere popolazioni di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto ed altri Comuni contermini, il vecchio copione si ripeterà. Se pensiamo che le petizioni e gli articoli sui giornali saranno sufficienti a far assumere alle competenti autorità regionali e nazionali tutti provvedimenti esecutivi necessari a scoprire le cause della radioattività presente nella vallata del fiume Oliva ed a realizzare la bonifica dei siti inquinati, vinceranno ancora i mafiosi e gli assassini delle nostre vite. Se ancora una volta ci faremo raggirare da chi vuole rimuovere o nascondere il problema per “non rovinare l’economia della zona” o per difendere il “buon nome del proprio Comune” la nostra rabbia non raggiungerà gli effetti sperati.<br />
Se tutto ciò dovesse ripetersi, come fu già per la vicenda della Jolly Rosso, noi tutti abitanti di questo territorio dovremmo dire a noi stessi di essere stati degli ignavi “vissuti senza infamia e senza lode”, perché avremmo chiuso gli occhi dinanzi ad un pericolo reale, visibile, verificabile, che è l’inquinamento radioattivo, e non solo, del territorio su cui viviamo e che produce una mortalità per tumori che si aggira sul 70% del totale dei morti in un anno.<br />
Questa volta la Procura di Paola guidata dal dott. Bruno Giordano si sta muovendo con solerzia e sembra voler fare tutto ciò che è necessario per arrivare alla verità; i primi risultati lo confermano.<br />
Ma l’intelligenza investigativa di un ottimo magistrato non può sostituire la necessaria organizzazione di un ampio movimento di lotta delle popolazioni colpite che abbia come propri interlocutori la Regione Calabria e, principalmente, il governo nazionale chiamati a fornire agli inquirenti tutto l’aiuto richiesto intervenendo per le rispettive competenze e per i rispettivi impegni finanziari.<br />
Anche oggi, come già in passato, il comitato civico “Natale De Grazia” si impegna attivamente e chiede alle popolazioni interessate, ma anche a tutte le associazioni, ai sindacati, ai gruppi sociali spontanei ed anche alle forze politiche, di non sottovalutare o rimuovere il problema.<br />
Noi non dimentichiamo quanto abbiamo verificato direttamente quando ci siamo mobilitati sulla vicenda della Jolly Rosso.<br />
Non dimentichiamo che il 29 novembre del 2004 il Consiglio regionale approvò all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta:<br />
1) ad assicurare alla Procura di Paola la disponibilità di risorse finanziarie ed umane necessarie alla ricerca ed al recupero del materiale contenuto in quella nave dei veleni e smaltito nelle discariche circostanti indicate come quella di Grassullo e di Foresta;<br />
2) a reperire le risorse finanziarie necessarie alla bonifica dei siti inquinati attingendo ai fondi Por,<br />
3) a costituire una unità regionale di raccordo tra gli enti locali, le popolazioni ed il comitato civico “Natale De Grazia…per la verità sulla Jolly Rosso”.</p>
<p>Non dimentichiamo che qualche giorno dopo l’assessore regionale all’ambiente Basile ed il presidente del Consiglio on. Fedele si impegnarono con alcuni componenti del Comitato ed alla presenza dell’on. Mario Pirillo, di porre al primo posto tra le discariche da bonificare quelle di Foresta e Grassullo dove si ipotizzava fosse finito il carico di quella nave. Ma la bonifica non venne mai fatta perché in quell’elenco le discariche in oggetto non vennero incluse e nessuno, neanche i<br />
due consiglieri regionali eletti sul territorio, hanno mai dato spiegazione di quella gravissima omissione. Oggi però l’assessore regionale Silvestro Greco si colloca su posizioni ben diverse e sta supportando il lavoro svolto dal procuratore Bruno Giordano. È merito suo se proprio l’altro ieri la procura di Paola ha avuto i mezzi necessari per andare a scovare la nave che un pentito di ‘ndrangheta aveva affermato trovarsi affondata al largo di Cetraro.<br />
Allora poco fece anche la Commissione parlamentare di indagine sul ciclo dei rifiuti che, sempre nel 2004, si recò a Cosenza per ascoltare magistrati, politici, rappresentanti dei cittadini organizzati (Comitato De Grazia).</p>
<p>Vogliamo ricordare che allora c’era la necessità di bonificare i siti dove erano stati trovati materiali tossici e che occorreva verificare se quello scavo prodotto nel greto del fiume Oliva durante le piogge del 1982-83, profondo circa 15 metri, che aveva addirittura sottopassato la briglia di difesa e che venne in breve tempo riempito dalla mano dell’uomo, fosse stato usato per sotterrarvi materali nocivi o magari scorie radioattive: ma la bonifica ed il carotaggio di quell’area non vennero mai<br />
fatti, anche per mancanza di fondi.<br />
Anche allora c’era il sospetto che qualche vecchia cava, tra cui quella oggi posta sotto sequestro dalla Procura di Paola, fosse stata riempita di sostanze tossiche poi seppellite sotto migliaia di metri cubi di pietrisco e terra.<br />
Bisognava fare verifiche più puntuali sulle imprese di trasporto che avevano gestito lo smaltimento del carico della Jolly Rosso, sulle ditte chiamate ad intervenire dopo lo spiaggiamento e perché intorno a quella nave si costruì subito un cordone sanitario che impedì persino al responsabile ambiente della Asl di Amantea di salire a bordo per controllare il contenuto del carico .<br />
Bisognava chiedersi, allora come oggi, se per caso l’indicazione della discarica di Foresta non fosse un diversivo per non far scavare sulla riva opposta del fiume e sulla intera collina che è oggetto delle odierne nuove indagini.<br />
C’era da verificare se rifiuti nocivi fossero finiti anche nella vecchia “buca” aperta nel greto dell’Oliva nel lontano marzo del 1983 con la finalità di seppellirvi le immondizie del comune di Amantea ma mai usata grazie all’intervento dell’opposizione consiliare, della magistratura e del Genio civile.<br />
Comunque bisogna tenere presente che i pur limitati rilievi effettuati in precedenza hanno portato alla luce la presenza di materiali altamente inquinanti e tossici.<br />
Vogliamo ricordare tutto questo per ribadire che soltanto la mobilitazione delle popolazioni interessate e dei comitati di agitazione che ne esprimono la volontà d’azione potrà evitare che i fatti già accaduti si ripetano e che anche questa volta a noi resti il danno enorme causato alla nostra salute ed a quella delle generazioni future costretti a vivere su questa vallata dell’inferno in terra.<br />
Crediamo che se tutto questo fosse accaduto in qualche comune del Nord o del centro Italia le popolazioni si sarebbero sollevate compatte imponendo interventi immediati e risolutivi. Quando, nel 1976, scoppiò il caso della Icmesa di Seveso il fatto divenne un caso nazionale ed internazionale grazie alla mobilitazione della gente e la bonifica del suolo venne fatta in tempi brevi.<br />
La presenza del Cesio 137 in dosi 5 volte superiore alla media nella vallata del fiume Oliva non è meno pericolosa della diossina di Seveso che però si trova in Lombardia, non in Calabria. Sapremo questa volta impedire al governo centrale ed a quello regionale di essere ancora imbrogliati, magari facendoci convincere che si tratta soltanto di allarmismo ingiustificato e che le morti per tumori sono nella norma? L’esperienza dovrebbe impedirlo, così speriamo.</p>
<p><strong>Amantea, 13/12/2009</p>
<p>Comitato Civico “Natale De Grazia” </strong></p>
<p><img src="http://img19.imageshack.us/img19/2057/immaginext.png" alt="image" /></p>
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		<title>“Ammazzateci tutti”: siamo vicini agli uomini delle forze dell’ordine vittime di aggressioni e di atti intimidatori</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 08:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[All’apertura dei workshop di “Legalitalia”, l’evento in memoria del giudice Antonino Scopelliti, in piazza Duomo a Reggio di Calabria, i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”  hanno espresso la loro vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che &#60;&#60;scegliendo di vivere per servire gli altri e la legalità, stanno divenendo sempre più frequentemente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=54&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>All’apertura dei workshop di “Legalitalia”, l’evento in memoria del giudice Antonino Scopelliti, in piazza Duomo a Reggio di Calabria, i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”  hanno espresso la loro vicinanza agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che <strong>&lt;&lt;scegliendo di vivere per servire gli altri e la legalità, stanno divenendo sempre più frequentemente vittime di feroci aggressioni e di gravi atti intimidatori</strong>&gt;&gt;.</p>
<p>Durante l’incontro formativo sono stati ricordati i carabinieri della provincia di Vibo Valentia che, nelle settimane che hanno preceduto il meeting sono stati oggetto di barbari pestaggi riportando gravi lesioni.</p>
<p>Due episodi distinti, uno a Nicotera Marina e l’altro a Limbadi, ma accomunati,  perché  commessi in luoghi  dove prevale l’omertà provocata dalla paura , e dove  purtroppo i carabinieri  <strong>&lt;&lt; subiscono la cieca avversione per le divise da parte di pochi, ma anche l’indifferenza da parte di molti. Un’ ostilità generata dalla mentalità mafiosa, dalla quale, purtroppo, ha origine la reticenza a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura anche da parte delle persone oneste&gt;&gt;</strong>Afferma Lia Staropoli<strong> . </strong></p>
<p>A farne le spese oltre ai carabinieri sono stati ancora una volta i cittadini, la gente non intende più farsi rappresentare da una minoranza che impone loro il silenzio, e qualcuno non ha fatto mancare la propria solidarietà ai militari dell’Arma.</p>
<p> </p>
<p>Al tavolo dei  relatori dei workshop,  presieduti da Massimo Brugnone e da Lia Staropoli,  sedevano Laura Nocilla del comitato “Addio Pizzo” di Palermo, Cristian Alicata Vicepresidente della commissione legalità del Forum Nazionale dei Giovani;  Emiliano Morrone, giornalista, Orfeo Notaristefano , giornalista, autore di “Cocaina Connection”.</p>
<p> Gli ospiti hanno esposto i propri progetti nell’ambito editoriale e sociale per coadiuvare l’antimafia e l’affermazione della cultura della legalità,          &lt;&lt; <strong>non possiamo delegare solo pochi uomini delle forze dell’ordine e della magistratura&gt;&gt; </strong>dichiara<strong> </strong>Laura Nocilla del comitato “Addio pizzo” e invita i cittadini<strong> ad affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio, e a rendersi conto che la lotta per contrastare la criminalità organizzata deve essere un obbiettivo comune. </strong></p>
<p>Un cambiamento che deve essere necessariamente supportato anche dai vertici delle istituzioni, che non devono far mancare alle forze dell’ordine le strutture adeguate, è impensabile che in una zona ad altissima densità mafiosa vi sia un numero così esiguo di militari dell’arma,  ma anche edifici e mezzi inadeguati per contrastare l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo.</p>
<p> I ragazzi del movimento antimafia concludono chiedendo<strong> alle istituzioni</strong> <strong>ma anche ai cittadini onesti di non abbandonare questi uomini, che come il giudice Scopelliti, con onestà e dedizione servono lo stato e la giustizia. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img src="http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2009/07/carabinieri1.jpg" alt="" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://vibovalentia.ammazzatecitutti.org/">http://vibovalentia.ammazzatecitutti.org/</a></p>
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		<title>Nuovo gruppo dischista italiano</title>
		<link>http://italiancrimes.wordpress.com/2009/08/13/nuovo-gruppo-dischista-italiano/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antisette]]></category>

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		<description><![CDATA[
Corrado Malanga e il Coordinamento Stargate Italiani

Tratto da: http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm
Corrado Malanga nasce a La Spezia nel 1951. Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=56&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="content">
<h3>Corrado Malanga e il Coordinamento Stargate Italiani</h3>
</div>
<div>Tratto da: <a href="http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm">http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm</a></div>
<div>Corrado Malanga nasce a La Spezia nel 1951. Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa alle teorie sugli UFO e collabora con il Centro Ufologico Nazionale (CUN), fino a diventare responsabile del comitato tecnico-scientifico di questa organizzazione. Una serie di dissensi, in particolare (ma non solo) sulla valutazione del fenomeno delle abduzioni aliene, porta Malanga con il suo Gruppo Stargate Toscana a lasciare il CUN nel 2000. Successivamente, Gruppi Stargate ispirati alle teorie di Malanga nascono anche in altre regioni italiane – in particolare in Friuli, in Lombardia e nel Lazio –  e nel 2008 si riuniscono nel C.S.I. &#8211; Coordinamento Stargate Italiani; ciò che non toglie, per esempio, che l’associazione Gruppo Ricerche Stargate Lombardia si configuri quale gruppo di ricerca indipendente. La notevole affluenza alle conferenze di Malanga testimonia l’esistenza di un vero e proprio movimento, che appare in crescita.</div>
<div>
<p>La tesi centrale di Malanga è che esistono molte più persone che sono state rapite (“abdotte”) dagli alieni di quanto comunemente si creda. Infatti la maggioranza degli abdotti non ricorda il rapimento, pur portandone talora tracce fisiche sotto forma di cicatrici che rimandano a operazioni e impianti chirurgici praticati dagli alieni, e recupera questa memoria solo attraverso l’uso di strumenti come l’ipnosi regressiva e la programmazione neuro-linguistica, utilizzate da Malanga con una metodologia particolare che dovrebbe permettere di distinguere le vere dalle false memorie di abduzione. Malanga ha messo a punto anche un primo test di autovalutazione, che si può compilare anche online e che dovrebbe permettere di auto-identificarsi come abdotti. Il fatto che per la grande maggioranza di coloro che lo compilano il test dia esito positivo mostra secondo Malanga che, nonostante gli sforzi degli alieni, qualche ricordo nelle persone abdotte comunque permane – e le spinge al contatto con il Coordinamento Stargate o alla compilazione del test.</p>
<p>A differenza di altri autori di libri sugli UFO – e sta qui la ragione principale delle separazioni e delle polemiche – Malanga ritiene che il fenomeno delle abduzioni non sia positivo ma negativo. Gli alieni non sono “fratelli dello spazio” che vengono a portare amore e pace, ma nemici dell’umanità che manipolano i terrestri per sottrarre loro l’energia di cui hanno bisogno per sopravvivere e perseguire il sogno dell’immortalità. Malanga contesta anche le teorie secondo cui ci sono alieni buoni e cattivi (secondo la versione di un autore molto letto negli ambienti ufologici, l’inglese David Icke, i “rettiliani” cattivi e i “pleiadiani” buoni): anche i presunti buoni sono cattivi travestiti. Mentre i “grigi”, di cui parla la letteratura ufologica, sono una sorta di robot biologici al servizio degli alieni (che li usano anche per i rapimenti), gli extraterrestri si dividono in cinque razze principali, che sia collaborano sia sono in conflitto tra loro.</p>
<p>Con le abduzioni dei terrestri ciascuna razza persegue scopi parzialmente diversi, ma nella sostanza tutte si servono degli umani per ricevere energia vitale e perseguire una vita molto più lunga della nostra o addirittura l’immortalità. A questo scopo depositano nel cervello degli abdotti con varie procedure le loro memorie, che potranno poi recuperare, oppure separano temporaneamente l’anima dell’abdotto dal suo corpo e la inseriscono nel corpo dell’alieno assorbendone l’energia vitale, o ancora entrano nella mente degli abdotti con un fenomeno che assomiglia alla possessione. Nella loro corsa all’immortalità gli alieni non rapiscono chiunque, ma solo quegli umani che sono dotati di anima, di cui dispone non più del venti per cento dell’umanità. L’abduzione è anche un fatto generazionale: un abdotto ha in genere un genitore che è stato abdotto, e i suoi figli saranno probabilmente rapiti a loro volta. Gli alieni, però, nonostante le loro avanzate tecniche di rapimento non sono infallibili: alcuni, anche senza rendersene conto, possono resistere ai tentativi di abduzione sperimentando però vari disturbi e fenomeni paranormali (fino al caso estremo della combustione umana spontanea) a causa dell’enorme dispendio di energia messo in atto per resistere all’assalto alieno.</p>
<p>Le tecniche proposte da Malanga affermano di poter porre rimedio a un gran numero di disturbi che possono apparire di origine fisica o psichica ma che in realtà derivano dai ricordi inconsci e dalle conseguenze dell’abduzione aliena. Malanga ha risposto a chi vede in queste procedure somiglianze con l’<em>auditing</em> della Chiesa di Scientology che l’accostamento di Scientology anche ai fenomeni extraterrestri è del tutto limitato e superficiale. Nel corso delle procedure di Malanga è possibile interagire con gli alieni presenti nelle menti degli abdotti rivolgendosi a loro come fa l’esorcista con il Demonio nei casi di possessione, e ultimamente liberare l’abdotto da queste presenze e dalle loro conseguenze.</p>
<p>Il riferimento alla possessione non implica che Malanga dia un giudizio positivo sulle religioni. È precisamente il contrario. Da una parte, la teoria di Malanga afferma di poter fornire una spiegazione scientifica a fenomeni interpretati grossolanamente dalle religioni: così, per esempio, la glossolalia (o meglio l’alloglossia, il parlare in lingue sconosciute) e le presunte memorie di vite passate derivano dall’accesso dell’abdotto a memorie degli alieni o a memorie di altre persone abdotte dagli stessi alieni, dal momento che tutte queste memorie si mescolano quando il cervello umano è usato a fini di stoccaggio o deposito. Dall’altra, le grandi religioni – come la grande politica e i complotti per un nuovo ordine mondiale – sono al servizio degli alieni, quando non sono trucchi inventati da loro, per convincere gli umani a lasciare assorbire dagli extraterrestri le loro energie psichiche senza troppo protestare. Malanga sostiene che le apparizioni mariane, in particolare, sono inscenate dagli alieni per questi scopi, e si esprime in termini molto severi nei confronti delle religioni. “Gli alieni – spiega in un’<a href="http://www.ufomachine.org./generale/interviste/dio-e-in-noi/menu-id-65.html">intervista</a> –  travestiti da preti frati suore dei e papi ci rincoglioniscono e ci impauriscono promettendoci pene severe per il nostro futuro se non facciamo come vogliono loro”. Si tratta quindi di rifiutare la religione, convincendosi al contrario che “Dio è dentro di noi perché noi siamo Dio”. A partire da questa consapevolezza, i Centri Stargate non si limitano a denunciare le azioni degli alieni e dei loro complici, ma propongono un itinerario che dovrebbe portare ad acquisire una nuova conoscenza globale, che rifiuta il nome di religione – la religione come comunemente la s’intende essendo di per sé considerata un fenomeno negativo – ma che di fatto propone un itinerario spirituale alternativo e completo.</p>
<p>B.: Tra le opere di Corrado Malanga si vedano, in particolare, <em>Gli Ufo nella mente: interferenze aliene</em>, Bompiani, Milano 1998; e <em>Alieni o Demoni. La battaglia per la vita eterna</em>, Chiaraluna, Assisi 2007.</p>
<p> </p>
<p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/07/corrado-malanga.jpg" alt="" /></p>
<h5><strong> <strong><em>Corrado Malanga (guru della setta)</em></strong></strong></h5>
<p><strong>Tratto da: <a href="http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm">http://www.cesnur.org/religioni_italia/u/ufo_08.htm</a></strong></div>
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		<title>&#8220;Antisette&#8221; su Facebook il nostro gruppo!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 10:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liastaropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antisette]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Siamo contro ogni setta esoterica, ufologica,pseudo religiosa o psicosetta, siamo contro questi criminali che adescano, anche minori e li sottopongono a rituali deviati,esoterici,violenti e pericolosi. I guru stanno facendo del web un centro per raccogliere adesioni ai loro culti e i malcapitati adepti non si rendono conto a quale rischio espongono loro stessi e le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=52&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://profile.ak.facebook.com/object3/497/100/n55780719337_6386.jpg" alt="antisette" /></p>
<p> </p>
<p>Siamo contro ogni setta esoterica, ufologica,pseudo religiosa o psicosetta, siamo contro questi criminali che adescano, anche minori e li sottopongono a rituali deviati,esoterici,violenti e pericolosi. I guru stanno facendo del web un centro per raccogliere adesioni ai loro culti e i malcapitati adepti non si rendono conto a quale rischio espongono loro stessi e le proprie famiglie.Ma soprattutto i propri figli piccolissimi.Chiediamo che venga disciplinato il reato di plagio e che questi criminali vengano puniti adeguatamente.</p>
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<p>l&#8217;unico rimedio efficace contro le sette è la prevenzione e la diffusione di queste informazioni che descrivono il modus operandi di questi criminali, è necessario rivelare tutti i trucchi che usano per arrivare a controllare la mente della povera gente. I guru e i loro adepti si servono del web per adescare altri malcapitati, e noi ci serviremo del web per informare, insieme riusciremo ad arginare questo malsano fenomeno generato soprattutto dal degrado e dall&#8217;ignoranza.</p>
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		<title>Toghe rosso sangue</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 17:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liastaropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & manuali]]></category>

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		<description><![CDATA[TOGHE ROSSO SANGUE
 
DI PARIDE LEPORACE
LA VITA E LA MORTE DEI MAGISTRATI ITALIANI ASSASSINATI NEL NOME DELLA GIUSTIZIA
Tra il 1969 e il 1995 sono stati ben ventisei i magistrati italiani che la criminalità organizzata e il terrorismo hanno brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato. Ventisei vite umane sacrificate (più uno rapito misteriosamente) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=49&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:x-large;color:#ff0000;">TOGHE ROSSO SANGUE<!--sizec--><!--/sizec--><!--colorc--><!--/colorc--></span><a href="http://togherossosangue.it/" target="_blank"><span style="font-size:x-large;color:#ff0000;"><img src="http://img512.imageshack.us/img512/9226/backgroundgrey1.jpg" alt="image" /></span></a></p>
<p> </p>
<p>DI PARIDE LEPORACE</p>
<p><!--coloro:red--><span style="color:red;"><!--/coloro-->LA VITA E LA MORTE DEI MAGISTRATI ITALIANI ASSASSINATI NEL NOME DELLA GIUSTIZIA<!--colorc--></span><!--/colorc--></p>
<p>Tra il 1969 e il 1995 sono stati ben ventisei i magistrati italiani che la criminalità organizzata e il terrorismo hanno brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato. Ventisei vite umane sacrificate (più uno rapito misteriosamente) sull’altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Così, per molti magistrati caduti nell’esercizio delle loro funzioni, si è assistito a un deprecabile processo di rimozione del loro impegno &#8211; oltre che della loro vita &#8211; dalla faticosa storia della Repubblica italiana. Toghe rosso sangue è un libro che, per la prima volta, colma questo scandaloso vuoto di sapere tratteggiando la figura dei magistrati italiani uccisi da mafiosi, criminali comuni e terroristi. Da Agostino Pianta fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il libro di Paride Leporace ricostruisce la carriera professionale dei giudici assassinati in Italia, spiega il contesto in cui maturò il loro omicidio, raccoglie la testimonianza dei parenti, degli amici e addirittura dei carnefici salvando chi è stato costretto a dare la vita per l’esercizio della giustizia dalla più spietata delle condanne: quella dell’oblio.</p>
<p>Per ulteriori info:<br />
<a href="http://togherossosangue.it/" target="_blank"><span style="color:#ef3845;">http://togherossosangue.it/</span></a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/italiancrimes.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/italiancrimes.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/italiancrimes.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/italiancrimes.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/italiancrimes.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/italiancrimes.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/italiancrimes.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/italiancrimes.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/italiancrimes.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/italiancrimes.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=49&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fuori dal Comune</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liastaropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & manuali]]></category>

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Fuori dal Comune 




Cosa succede quando gli elettori affidano ai mafiosi e ai loro amici le chiavi dell’Amministrazione comunale? Una legge del 1991, nata sull’onda dell’emergenza, prevede che sindaco, assessori e consiglieri in odor di mafia siano destituiti e che al loro posto si installi una terna di commissari straordinari di nomina ministeriale. Di fatto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=45&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><table style="height:30px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="475">
<tbody>
<tr>
<td class="titololibro_grande"><a href="http://img19.imageshack.us/my.php?image=mete.jpg" target="_blank"><img src="http://img19.imageshack.us/img19/1042/mete.jpg" alt="image" /></a></p>
<p><strong><!--coloro:red--><span style="color:red;"><!--/coloro--><!--sizeo:14--><span style="font-size:21pt;line-height:100%;"><!--/sizeo-->Fuori dal Comune </span></span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><!--coloro:red--><span style="color:red;"><!--/coloro--><!--sizeo:14--><span style="font-size:21pt;line-height:100%;"><!--/sizeo--><!--sizec--></span><!--/sizec--><!--colorc--></span><!--/colorc--></strong><br />
Cosa succede quando gli elettori affidano ai mafiosi e ai loro amici le chiavi dell’Amministrazione comunale? Una legge del 1991, nata sull’onda dell’emergenza, prevede che sindaco, assessori e consiglieri in odor di mafia siano destituiti e che al loro posto si installi una terna di commissari straordinari di nomina ministeriale. Di fatto, lo scioglimento d’imperio dell’amministrazione comunale si traduce in una problematica sospensione della democrazia a livello locale che può protrarsi fino a 30 mesi.</p>
<p>di Vittorio Mete</p>
<p>In breve</p>
<p>Con il commissariamento lo Stato intende ripristinare le condizioni di legalità nel contesto politico locale; un obiettivo certamente ambizioso per quei territori in cui la presenza mafiosa è fortemente radicata. La regola, anziché l’eccezione, è infatti che alle successive elezioni nulla sia cambiato nelle modalità di raccolta del consenso e nella selezione del personale politico. Un secondo scioglimento è così tutt’altro che infrequente.</p>
<p>Il volume contiene un’analisi dettagliata della legge contro le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni locali che, in 17 anni di applicazione, ha portato a 181 scioglimenti; la descrizione accurata di una specifica battaglia, ormai quasi ventennale, contro il malcostume dei politici locali che non badano all’odore dei voti, favoriti dall’accorta distrazione degli uomini politici nazionali e dalla cultura politica particolaristica di molti loro elettori. Una battaglia finora combattuta in modo burocraticamente rigoroso, ma senza tener conto delle ragioni profonde delle infiltrazioni mafiose negli enti locali, tanto che la puntuale applicazione della legge, nel solco degli effetti perversi delle politiche pubbliche, rischia di aggravare il problema che intende risolvere. L’esame della difficile applicazione di questo strumento di contrasto e alcune proposte di riforma concludono questo inedito spaccato di una politica antimafia unica per il suo impatto politico.</p>
<p><span style="color:#ef3845;"><a href="http://www.bonannoeditore.com">www.bonannoeditore.com</a></span></p>
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		<title>Fratelli di sangue</title>
		<link>http://italiancrimes.wordpress.com/2009/03/07/fratelli-di-sangue-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 17:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiancrimes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & manuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro “Fratelli di sangue” di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri
Un libro che racconta l’evoluzione della ‘ndrangheta
“Ammazzateci tutti” e il comune di Nicotera presentano l’inchiesta sulla ‘ndrangheta
di Dalila Nesci
foto www.ammazzatecitutti.org
La presentazione del libro “Fratelli di sangue” è avvenuta presso il Liceo classico di Nicotera, organizzato dal movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti” e patrocinato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=43&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Presentazione del libro “Fratelli di sangue” di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri</p>
<p>Un libro che racconta l’evoluzione della ‘ndrangheta</p>
<p><!--sizeo:7--><span style="font-size:14pt;line-height:100%;"><!--/sizeo-->“Ammazzateci tutti” e il comune di Nicotera presentano l’inchiesta sulla ‘ndrangheta<!--sizec--></span><!--/sizec--></p>
<p>di Dalila Nesci</p>
<p>foto </strong><a href="http://www.ammazzatecitutti.org/" target="_blank"><strong><span style="color:#ef3845;">www.ammazzatecitutti.org</span></strong></a></p>
<p>La presentazione del libro “Fratelli di sangue” è avvenuta presso il Liceo classico di Nicotera, organizzato dal movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti” e patrocinato dal comune di Nicotera.</p>
<p>Antonio Nicaso e Nicola Gratteri in questo libro raccontano l’evoluzione della ‘ndrangheta, della sua capacità di adeguarsi alle esigenze del mercato e viene analizzata come fenomeno sociale dai risvolti inquietanti.</p>
<p>Antonio Nicaso è uno storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo. Ha pubblicato altri 17 libri, tra cui alcuni diventati bestseller internazionali; “Fratelli di sangue” è la più importante inchiesta mai pubblicata sulla ‘ndrangheta.</p>
<p>Coautore del libro insieme a Nicaso è Nicola Gratteri il procuratore aggiunto presso la Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, un magistrato fra i più esposti nella lotta contro la ‘ndrangheta.</p>
<p>La loro inchiesta descrive come questa organizzazione criminale sia riuscita nel silenzio a rafforzarsi e che oggi ha un giro di affari che si aggira intorno ai 43 miliardi di euro.</p>
<p>L’istituto superiore in cui è avvenuta la presentazione ha visto la partecipazione di molti studenti i quali sono poi intervenuti con riflessioni e domande sull’argomento mafia.</p>
<p>Giuseppe Neri dirigente dell’istituto superiore che ha ospitato l’evento e moderatore, ha accolto i relatori.</p>
<p>Il sindaco di Nicotera, Salvatore Reggio, ha ribadito che la scelta della sua amministrazione, la quale ha patrocinato l’evento, è stata proprio quella di privilegiare attività culturali volte a propugnare la legalità &lt;&lt;il diritto dei cittadini è quello di riappropriarsi degli spazi della propria città, ed il compito delle istituzioni è quello di fornire gli strumenti affinché ogni cittadino possa partecipare agli eventi che questa può offrire&gt;&gt;. Il sindaco Reggio è già il fautore di molte delle iniziative culturali che si svolgono a Nicotera, l’obiettivo è quello di “fornire ai giovani spunti riflessione”.</p>
<p>Aldo Pecora portavoce del movimento “Ammazzateci tutti” ha invitato a far riflettere il pubblico sulla “presenza opprimente della mafia” nei nostri territori. Pecora è un giovane che vive a Polistena “ un paese a metà tra la cosca ionica e quella tirrenica” dice -, e sa bene quanto i nostri territori siano condizionati e alcune volte addirittura gestiti dalla mafia. Ha ricordato che diverse sono state le amministrazioni sciolte per infiltrazione mafiosa e quanto sia importante che i cittadini onesti siano vicini a quella parte sana delle istituzioni. “Dobbiamo supportare quelle amministrazioni che non intendono abbassarsi alla logica del compromesso”.</p>
<p>È intervenuta anche l’avvocato Giovanna Fronte referente dell’ associazione “Libera” a Vibo Valentia. Si è presentata sentendosi “cosciente del fatto che chi parla ai giovani è investito di una forte responsabilità”. “Ai giovani -dice la Fronte-, spesso vengono negate alcune libertà quando noi adulti non insegniamo loro ad essere cittadini attivi. Essere cittadini significa donarsi, partecipare e soprattutto proporre”. L’avvocato invita alla denuncia delle illegalità e dei soprusi; “spesso siamo sempre immobili nell’attesa che qualcuno ci venga a risolvere i problemi, invece bisogna reagire per uscire dallo stato di necessità in cui noi calabresi viviamo”. L’avvocato Fronte è l’unica che ha deciso di sostenere la battaglia di Nello Ruello, testimone di giustizia anche lui a Nicotera per la presentazione del libro “Fratelli di sangue”.</p>
<p>L’intervento di Ruello è stato molto toccante, denso di speranza e voglia di riscatto “non abbassate la testa, reagite ai soprusi e agite legalmente”. Lui è un uomo che si è ribellato alla mafia, ma che tutt’ora vive sotto scorta. Qualcuno crede che ”parlare” gli sia costato la libertà personale (alcuni uomini lo scortano in ogni momento della giornata), ma Ruello solo da quando ha denunciato si sente un “uomo libero”.</p>
<p>L’intervento atteso di Antonio Nicaso ha concluso l’evento: “ noi ci accorgiamo della mafia solo quando fa rumore, quando spara, quando uccide; dovremmo invece capire che la mafia si nutre di comportamenti, dei nostri atteggiamenti omertosi, della nostra mafiosità”. Nicaso ribadisce che se la mafia fosse solo un’organizzazione criminale l’avremmo sconfitta, ma la società non intende sconfiggerla! Ecco perché io oggi sono ottimista –dice- perché credo in voi giovani, in quei giovani di Ammazzateci tutti che vogliono cambiare e che insegnano a noi adulti che loro non sono il futuro, ma sono già il nostro presente”. Le parole di Nicaso non hanno lasciato indifferenti gli studenti che lo hanno seguito con grande trasporto.</p>
<p>Ad organizzare l’evento è stata Lia Staropoli coordinatrice del gruppo “Ammazzateci tutti” di Vibo Valentia :“sono stata piacevolmente sorpresa dalla presenza di molti giovani del territorio che hanno dimostrato grande sensibilità e maturità nell’affrontare il tema”.</p>
<p>Un libro alcune volte può cambiarti la vita, può aprirti la mente o lasciarti indifferente. Per noi calabresi leggere un libro sulla mafia potrebbe non sconvolgerci, conosciamo bene la situazione in cui versa la nostra società e ci scontriamo ogni giorno, chi più chi meno, col “dritto” di turno. Perciò potrebbe auspicarsi che certi testi come “Fratelli di sangue” entrino a far parte dei programmi scolastici o magari essere utilizzati dai docenti per fornire spunti di riflessione ai propri studenti.</p>
<p>Fornire dati, notizie e approfondimenti sul tema delle organizzazioni criminali, servirebbe ad evitare che le giovani menti vengano forgiate da atteggiamenti mafiosi o che ancor peggio crescano assuefatti alla logica del sopruso. La scuola soprattutto ha il dovere di insegnare ai ragazzi la capacità di discernimento; questo delicato compito non può essere delegato solo alla famiglia la quale non sempre ha i mezzi per fornire un’ educazione completa ai propri figli.</p>
<p><a href="http://img21.imageshack.us/my.php?image=331988724120b004feac.jpg" target="_blank"><img src="http://img21.imageshack.us/img21/4228/331988724120b004feac.jpg" alt="image" /></a></p>
<p>Fonte: tropeaedintorni.it<!--Signature--></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/italiancrimes.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/italiancrimes.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/italiancrimes.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/italiancrimes.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/italiancrimes.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/italiancrimes.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/italiancrimes.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/italiancrimes.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/italiancrimes.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/italiancrimes.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=italiancrimes.wordpress.com&blog=2409917&post=43&subd=italiancrimes&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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