Sindrome di Münchausen per procura

Posted in Psichiatria forense on Dicembre 29, 2007 by italiancrimes

Sindrome di Münchausen per procura, conosciuta anche come sindrome di Polle (Polle era il figlio del barone di Münchausen, morto infante in circostanze misteriose) è il nome di un disturbo mentale che affligge per lo più donne madri che le spinge ad arrecare un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé.

La madre viene così a godere della stima e dell’affetto delle altre persone perché la madre si preoccupa della salute del proprio figlio/a.

Questa sindrome costituisce un serio abuso sull’infanzia.

//

Definizioni e incidenza

La caratteristica fondamentale della sindrome di Münchausen per procura (Münchausen Syndrome by Proxy – MSP) è il coinvolgimento di un genitore, solitamente la madre, che provoca i sintomi di una malattia nel figlio.

Il primo ad introdurre la dicitura di MSP fu il pediatra inglese Roy Meadow, in una pubblicazione del 1977. Il DSM-IV definisce la MSP come “Disturbo Fittizio con Segni e Sintomi Fisici Predominanti (300.19)” e nel DSM-IV-TR è cosi descritto: “La caratteristica essenziale è la produzione deliberata o simulazione di segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle cure del soggetto. Tipicamente la vittima è un bambino piccolo, e il responsabile è la madre del bambino. La motivazione di tale comportamento viene ritenuta essere il bisogno psicologico di assumere, per interposta persona, il ruolo di malato”. Meadow la definisce: “Situazione in cui i genitori, o inventando sintomi e segni che i propri figli non hanno, o procurando loro sintomi e disturbi (per esempio somministrando sostanze dannose), li espongono ad una serie di accertamenti, esami, interventi che finiscono per danneggiarli o addirittura ucciderli”.

Nel Regno Unito l’incidenza dei casi in bambini sotto l’anno di vita è circa di 2,8 su 100 000 all’anno e si calcola un tasso di mortalità tra il 9 e il 22% dei casi (Rosemberg, 1987; Sheppard, 2001). Per quanto ci siano molte relazioni di casi di MSP non esistono dei dati di prevalenza basati sulla popolazione.

La durata media per stabilire una diagnosi di MSP generalmente supera i sei mesi, spesso un fratello o una sorella è morto di cause non diagnosticate prima che sia scoperta la MSP.

Caratteristiche

La caratteristica principale della MSP è il coinvolgimento di un genitore, solitamente la madre, che di fatto provoca i sintomi del figlio. Solitamente i sintomi non sono caratteristici di malattie conosciute e questo confonde i pediatri e gli altri clinici e li induce ad ulteriori accertamenti. In genere passa parecchio tempo prima che i medici inizino a prendere in considerazione l’idea che il malessere del piccolo paziente sia procurato dalla madre.

I metodi usati per creare sintomi nei figli sono eterogenei e spesso crudeli. Ad alcuni bambini sono state iniettate segretamente feci, urine o saliva, oppure flora fecale e microbi vaginali. Altri sono stati avvelenati con veleno per topi, purganti, arsenico, olio minerale, lassativi, insulina, sale o pepe da tavola, zucchero, tranquillanti e sedativi e in un caso persino con massicce quantità di acqua. Tra gli attacchi fisici si sono verificati tra gli altri: punture di spillo sul viso e sul corpo, lesioni facciali da strumento o con unghie, e soffocamento premendo una mano o un cuscino sul volto. Altri attacchi fisici ugualmente pericolosi sono stati volontaria sottonutrizione e ambiente domestico sporco e trascurato, induzione di attacchi epilettici o perdita di coscienza. Una tecnica indiretta usata da queste madri è di falsificare le analisi di laboratorio, introducendo elementi estranei nei campioni, alterando i veri risultati delle analisi, o sostituendoli con altri di pazienti realmente malati.

La dottoressa Donna Rosemberg dell’Health Sciences Center dell’Università del Colorado indica quattro principali caratteristiche della MSP:

  1. la malattia del bambino viene simulata e/o provocata da un genitore o da chi ne fa le veci;
  2. il bambino viene ripetutamente sottoposto a esami e trattamenti medici;
  3. il responsabile dei maltrattamenti nega di sapere la causa della malattia del bambino;
  4. la sintomatologia acuta si riduce quando il bambino viene allontanato dal responsabile.

Sottotipi

Judith Libow e Herbert Schreirer del Children’s Hospital Medical Centre di Oakland hanno classificato la MSP secondo le tipologie dei genitori:

  1. cercatori di aiuto. Sono casi solo apparentemente simili a quelli della MSP. Normalmente si ha un unico episodio di malattia immaginaria piuttosto che una lunga serie di esperienze mediche. Posta di fronte all’evidenza, la madre reagisce con sollievo, è disposta a collaborare e non tradisce alcun segno di ostilità o rifiuto. L’inganno le consente di cercare le cure mediche per sé, legittimando attraverso il figlio ‘malato’ il bisogno di aiuto psicologico;
  2. responsabili attivi. Sono i casi da manuale della MSP, in cui un genitore direttamente e attivamente provoca i sintomi nel bambino tramite soffocamento, iniezioni o avvelenamento. Quello che stupisce è che queste madri sono straordinariamente cooperative e grate verso i medici, tanto da sembrare le madri ideali;
  3. medico-dipendenti. In questi casi di MSP l’inganno si limita ad un falso resoconto dei precedenti clinici del bambino. Non c’è alcun intervento diretto sulla sintomatologia. Naturalmente, a causa di questi falsi sintomi, il bambino subisce molti esami inutili e dolorosi. Le madri sono convinte che i figli siano realmente malati e si risentono se medici e personale ospedaliero non confermano le loro convinzioni. I bambini di questo gruppo sono in genere più grandi. Le madri sono tendenzialmente più ostili, paranoiche ed esigenti verso i medici da cui sono ‘dipendenti’.

Un altro sottotipo di MSP è stato individuato nella sindrome di Münchausen “seriale”, vale a dire che si ripete con più figli della stessa famiglia. In una rassegna di 117 casi riportati in letteratura la percentuale di episodi che si ripetono all’interno della stessa famiglia è del 9% (Rosemberg, 1987). Spesso nei casi di MSP seriale i figli “si ammalano” uno per volta, di solito intorno alla stessa età del fratello precedente, ma sono riportati casi in cui tutti i figli venivano ricoverati nello stesso momento.

Caratteristiche della madre affetta da MSP

Solitamente la madre MSP è una donna abbastanza colta, in grado di esprimersi con proprietà. Talvolta ha una preparazione medica di qualche tipo. Può aver frequentato una scuola per infermiere o una laurea in medicina, senza necessariamente laurearsi o conseguire in titolo. Spesso segue con attenzione le serie televisive di ambientazione ospedaliera o medica, compra riviste che trattino dell’argomento e legge dizionari medici. Quando il figlio viene ricoverato si dimostra un’ottima interlocutrice per il personale sanitario, ascolta con attenzione e si dimostra collaborativa. È per questo che una diagnosi di MSP viene solitamente accolta con sorpresa dagli operatori, che la consideravano una madre affettuosa e amorevole.

Gli aspetti patologici di una madre MSP sono da considerarsi le reazioni paranoidi, la convinzione maniacale che il figlio sia malato e la personalità sociopatica. Appare infatti evidente che queste donne adottano uno stile affascinante e subdolo per sfruttare gli altri violando le norme sociali e morali, senza senso di colpa o rimorso alcuno. Sono frequentemente affette da Disturbo di Personalità (Istrionico, Borderline, Passivo-Aggressivo, Paranoide, Narcisistico).

Infine è ricorrente il fatto che le madri abusanti siano state a loro volta vittime di maltrattamento, anche se in forma diversa, durante l’infanzia da parte dei genitori (Eminson, Postlethwaite, 1992; McGuire, Feldman, 1989; Rosemberg, 1987). Meadow ha reperito il ricorrere di abuso psicologico e incuria nel 70% almeno, e di violenza fisica e sessuale in circa un quarto delle madri che hanno soffocato uno o più figli.

Ruolo del padre in MSP

Il ruolo del padre è misterioso e incerto. Il più delle volte è assente dalla vita familiare o resta lontano da casa per la maggioranza del tempo. Questo, naturalmente aiuta la madre nel fabbricare i sintomi senza che nessuno se ne accorga. Il fatto curioso, tuttavia, è che quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati non di rado il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi inganni, facilitando tacitamente il suo comportamento.

Legami con la sindrome di Münchausen

Molte madri affette da MSP hanno a loro volta precedenti di sindrome di Münchausen. Randal Alexander et al. hanno studiato cinque famiglie affette da ‘MSP seriale’, famiglie, cioè, in cui più di un figlio aveva subito maltrattamenti. Da questo studio è emerso che l’80% delle madri aveva inventato, almeno una volta, la propria sintomatologia. In ogni caso tutti gli esperti sembrano essere d’accordo sull’esistenza di un rapporto tra la MSP e la sindrome di Münchausen negli adulti.

Terapia

I pazienti con sindrome di Münchausen per procura sono trattati raramente con successo, comunque le terapie implicano raramente l’utilizzo di psicofarmaci e impiegano anni di counseling.

L’approccio migliore per evitare o contenere i rischi anche a lungo termine è reputato quello di un programma terapeutico integrato, con intervento non solo di psicologi e psichiatri, ma anche di pediatri e professionisti delle agenzie di protezione dei bambini.

Implicazioni legali

La sindrome di Münchausen per procura può essere a tutti gli effetti considerata un abuso sui minori. Questo tipo di abuso, tuttavia, non è ben noto, né tra il pubblico, né tra i medici che hanno in cura questi pazienti. In letteratura questi bambini vengono definiti ‘maltrattati chimicamente’ o ‘batteriologicamente seviziati’.

Le persone affette da sindrome di Münchausen per procura si trovano, sia dal punto di vista legale che dal punto di vista medico, in una condizione particolare e bizzarra. Infatti, perché la sindrome sia riconosciuta è necessario che sia verificato un comportamento di tipo criminale, e il comportamento criminale è interpretabile solo sulla base della sindrome. Come è ovvio non è mai stato osservato un paziente affetto da sindrome di Münchausen per procura che non abbia maltrattato un figlio.

Di fronte a una situazione di questo tipo viene da chiedersi in che modo un tribunale debba considerare queste persone.

Bibliografia

  • L.R. Franzini e J.M. Grossberg. Comportamenti bizzarri. Astrolabio, 1996
  • C. Gerald; E. Davison; M.J. Neale. Psicologia clinica. 2a ed. Bologna, Zanichelli, 2000
  • I. Merzagora Betsos. Demoni del focolare. Mogli e madri che uccidono. Centro Scientifico Editore, 2003
  • R. Asher. Münshausen’s syndrome, Lancet, 1951, 1: 339-341
  • R. Meadow. Management of Münchausen syndrome by proxy, Arch Dis Childhood, 1985, 60: 392
  • Lissy De Ridder e Hans Hoekstra. Manifestation of Münchausen Syndrome by Proxy in Pediatric Gastroenterology, J Pediatr Gastroenterol Nutr, 31: 2008-221
  • I. Marzagora Betsos. Madri che uccidono. Atti del VII Congresso Nazionale SOPSI (Roma, febbraio 2002)

http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_M%C3%BCnchausen_per_procura

Bilancia: “Non ho detto tutto”

Posted in Serial Killer on Dicembre 29, 2007 by italiancrimes

Lettere segrete ai familiardi delle vittime

di MASSIMO CALANDRI

 

GENOVA - “Agli investigatori ho raccontato solo la metà, di quello che è successo. A loro è bastato. Se vuoi davvero conoscere la verità, vieni a trovarmi in prigione”. La calligrafia ossessivamente precisa è quella di Donato “Walter” Bilancia, il serial killer, reo-confesso di 17 delitti e condannato definitivamente a 13 ergastoli più 28 anni di reclusione.

La lettera, partita dal carcere di Padova, è stata recapitata tre mesi fa ad Umberto Parenti, fratello di Maurizio, una delle prime vittime del pluriomicida. Era la vigilia di Natale. Nei giorni seguenti Bilancia si è messo in contatto con quegli avvocati che durante il processo si erano battuti per far luce su alcune presunte zone d’ombra nella ricostruzione dell’assassino: che giurava di aver fatto tutto da solo, sempre, anche quando le circostanze facevano scuotere la testa a molti. “Avevate ragione. La storia è diversa, e sono sicuro che la troverete molto interessante. Non voglio giornalisti, altrimenti salta tutto”. Scettici ma incuriositi, i legali gli hanno risposto in gran segreto, chiedendo almeno una traccia concreta al di là delle tante parole scritte. “Niente da fare. Venite da me, e saprete”.

Il carteggio è continuato fino a poche settimane fa, quando gli avvocati hanno deciso di rompere gli indugi e si sono rivolti al procuratore aggiunto Francesco Lalla. Se davvero c’è ancora qualche mistero nella sanguinaria storia di Bilancia, allora non esiste persona migliore al mondo per saperlo che Enrico Zucca, il pm che raccolse la confessione dell’assassino seriale e che con lui instaurò un drammatico rapporto, per poi istruire uno straordinario processo. Dicono che Zucca, che in questi giorni sta chiudendo le indagini sul famigerato assalto alla scuola Diaz durante il G8, andrà presto a trovarlo.

Ma davvero Donato Bilancia ha qualcosa di nuovo da raccontare? Ci sono dei misteri ancora irrisolti in alcuni dei 17 delitti che – per ora – giura di aver commesso, oppure è tutta una manovra per ottenere la revisione del processo? Nelle lettere l’assassino parla a lungo di uno psichiatra (Andreoli?) che lo considera folle: l’obiettivo è tornare in aula e farsi dichiarare “incapace di intendere e di volere”?

Bilancia, arrestato nel maggio ‘98 per l’omicidio di alcune prostitute e di due ragazze sui treni, aveva sorpreso gli investigatori parlando di altri delitti. Al pm Zucca, e solo a lui, aveva voluto raccontare tutta la verità. La “sua” verità. Diciassette omicidi, a partire dal primo che sembrava una morte per crepacuore. Era cominciato con una vendetta nei confronti di due amici che lo avevano tradito, poi si era messo a vedere “tutto nero” e a sparare con la Smith & Wesson. Piccole rapine, il denaro insanguinato perduto sui tavoli verdi del casinò di Sanremo.
Ma durante il primo processo molti avevano segnalato delle apparenti incongruenze. Ricostruzioni zoppicanti, motivazioni fragilissime. Accollandosi tutti i delitti voleva proteggere qualcuno? E quegli ultimi ammazzamenti, così volutamente strampalati, servivano forse a suggerire una perizia psichiatrica in qualche modo favorevole? Il magistrato ha sempre invitato tutti a liberarsi delle “facili suggestioni” e a fare come lui, che si è basato unicamente sui fatti, verificando in mille modi le dichiarazioni del pluriomicida per scoprire che non poteva essere andata che in quel modo.

Umberto Parenti conferma di aver ricevuto la lettera dall’uomo che gli ha ucciso il fratello. “Io lo sapevo, che le cose erano andate diversamente”, dice. Il suo avvocato, Sandro Vaccaro, è invece scettico: “Non posso negare di aver sempre avuto dei dubbi, circa la confessione di Bilancia. Ma quelle lettere mi lasciano perplesso. Ci vorranno elementi concreti per riaprire il procedimento, e comunque limitatamente a qualche delitto”. Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri legali coinvolti in quest’ultima vicenda, Stefano Sambugaro e Pietro Bogliolo.

“E’ finita. Giustizia è fatta”, aveva dichiarato Zucca dopo che la Cassazione aveva confermato la pena e la piena capacità di intendere e di volere del serial killer. Ma forse la parola “fine” non è ancora stata scritta. Bilancia non vuole arrendersi.

(31 marzo 2003)

http://www.repubblica.it/online/cronaca/serial/ammette/ammette.html

Omicidio perugia: In bagno dna misto Amanda-Meredith

Posted in Crimini irrisolti on Dicembre 29, 2007 by italiancrimes

Nuove prove della presenza di Amanda Knox sulla scena del delitto di Meredith Kercher.

Gli analisti della polizia scientifica, diretta da Alberto Intini, hanno isolato nei loro laboratori di biologia altre due tracce miste del dna delle due giovani nel rilevate nel bagno della casa della vittima. Una prima traccia è stata isolata sullo scolo del lavandino, lateralmente al tappo: l’ipotesi degli investigatori è che Amanda, sporca del sangue di Meredith, si sia lavata le mani mescolando al sangue della vittima il suo, proveniente da una ferita o fuoriuscito dal naso in seguito ad una epistassi. Una seconda traccia, sempre mista, stavolta da contatto, è invece quella isolata su una confezione di bastoncini per la pulizia delle orecchie, trovata sempre nello stesso ambiente. Nel medesimo bagno, gli esperti della scientifica avevano già trovato tracce del sangue di Amanda nel lavandino e un’altra traccia mista del dna di Amanda e Meredith nello scolo del bidet.

AGI

http://newscontrol.repubblica.it/item/398176/omicidio-perugia-in-bagno-dna-misto-amanda-meredith

Vittime del dovere, della mafia, del terrorismo? Vittime.

Posted in Crimini di mafia on Dicembre 29, 2007 by italiancrimes

di Salvatore Borsellino

venerdì 23 novembre 2007

Pochi giorni dopo la strage di Via D’Amelio mia madre chiamo’ me e le mie sorelle, Rita e Adele e ci chiese di farle incontrare le mamme di quei ragazzi che il 19 Luglio si erano stretti attorno a Paolo mente suonava il campanello della sua casa per proteggerlo nell’unica maniera in cui potevano proteggerlo, con i loro corpi.
Non potevano proteggerlo in altro modo perche’ il prefetto di Palermo Mario Jovine non considerava quella strada un obiettivo a rischio e quindi non ne aveva disposto lo sgombero.

Non potevano proteggerlo perche’ il procuratore Pietro Giammanco, pur essendo al corrente che era gia arrivato in citta’ il carico di tritolo per l’assassinio di Paolo, non aveva ritenuto necessario avvertilo del pericolo imcombente.
O anche peggio come forse potremmo sapere se si venisse a conoscere il reale contenuto della strana telefonata che lo stesso Giammanco fece a Paolo alle 7 di mattina dei quel 19 Luglio nel corso della quale la moglie Agnese senti’ Paolo gridare la sua rabbia al telefono in faccia a quello che avrebbe dovuto essere il suo capo e, in quanto tale, avrebbe avuto il dovere di vigilare sulla sua incolluità.

Lo stesso Giammanco del quale, come ha dichiarato l’allora Maresciallo del carabinieri Carmelo Canale, Paolo aveva intenzione di chiedere l’arresto perche’ si potesse scoprire quello di cui era a conoscenza sull’omicidio Lima, il referente politico, in Sicilia, del senatore a vita Giulio Andreotti.
Grazie alla protezione dei corpi di quei ragazzi che si stringevano introno a lui Paolo rimase quasi intero dopo lo scoppio tanto che sua figlia Lucia, che volle correre ad abbracciarlo per l’ultima volta, ci pote’ dire che Paolo sembrava quasi sorridere, aveva i baffi e la faccia aneriti dal fumo ma sembrava sorridere.

Ma di quei ragazzi non si trovo’ quasi niente, una mano fu trovata in un balcone dei piani alti, un altro venne ricososciuto solo per una brandello del vestito, i pezzi di Emanuela Loi poterono essere riconosciuti solo perche’ era l’unica donna che faceva parte della scorta.
E in quelle bare che furono testimoni muti della rivolta dei palermitani, alla cattedrale di Paermo, contro quel branco di avvoltoi che, scacciati da noi familiari dal funerale di Paolo, volevano almeno sedersi in prima fila ai funerali degli agenti di scorta, non c’era quasi nulla.

Anche se questo non impedì ad uno Stato che mi vergogno a chiamare con questo nome, di richiedere ai gentori di Emanuela Loi il costo del trasporto di quella bara vuota da Palermo a Cagliari.
Mia madre volle incontrare i genitori di quei ragazzi per chiedere di baciare loro, uno per uno, le mani perche’ come disse loro, avevano donato la vita dei loro figli per quella di suo figlio.
Ed oggi uno Stato sempre piu’ indegno, uno Stato di cui sono costretto a vergognarmi di fare parte, uno Stato che mi fa vergognare di essere italiano, costringe i genitori, i figli, i fratelli, i parenti di questi ragazzi e di tante altre vittime della criminalita’ mafiosa, se non dello stesso Stato, a incatenarsi ai cancelli della Prefettura di Palermo per reclamare a voce alta i loro diritti.

Non, badiamo bene diritti economici di un vitalizio equiparato a quelle delle vittime del terrorismo, che pure spetterebbe loro di diritto, ma il diritto a che la loro dignità venga riconosciuta, il diritto a che non vengano cosiderati come vittime di classe inferiore, il diritto a che nelle commemorazioni che pur servono da passerella a politici i cerca di visibilita’, i loro figli, i loro padri, i loro parenti non vengano denominato sbrigativamente “ragazzi della scorta” ma, come è loro diritto, con i loro nomi.

Ma allora perche’ Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non vengono chiamati “i giudici del pool” e basta, forse perche’ la gente si indignerebbe a non sentire i nomi di quelli che considera degli eroi?
Ma perche’ forse non sono degli eroi anche Agostino Catalano,Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Rocco Di Cillo, Antonio Maontinari, Vito Schifani. Anche di Francesca Morvillo non viene spesso pronunziato il nome, come se non fosse morta anche lei accanto a Giovanni.
A fronte di caiscuno di questi nomi, e della serie interminabili di nomi di eroi che non vengono mai nominati ciascuno di noi non dovrebbe nemmeno solo alsarsi in piedi, ma mettersi in ginocchio, e invece li costringiamo ad incaternarsi ai cancelli di una prefettura per reclama il rispetto della loro dignita’.

Io chiedo perdono a Sonia Alfano e a quelli che come lei stanno portando avanti questa lotta nel nome di tutti per non essere li insieme a loro, per non essermi incatenato insieme a loro come di sicuro avrebbe voluto e ci avrebbe ordinato di fare mia mamma se fosse ancora in vita.
Vi chiedo perdono, la lotta che stiamo combattendo ha troppi fronti e non sempre si riesce ad essere dove il nostro cuore ci vorrebbe portare, ma sappiate che sono insieme a voi, che Paolo Borsellino è insieme a voi e che insieme a lui la lotta di tutti noi, di tutti noi uniti, riuscira’ a realizzare il sogno di giustizia e di liberta’ per cui sono morti i vostri figli, i vostri padri, i vostri compagni, i vostri fratelli.

Salvatore Borsellino

http://ammazzatecitutti.org/

Come difendersi dalle sette

Posted in Antisette on Dicembre 29, 2007 by italiancrimes

 dal convegno “Menti in ostaggio”.

di Chiara Guarascio

L’organizzazione è stata davvero impeccabile, hanno pensato veramente a tutto, coffee break e pranzo compresi! I relatori tutti preparati ma soprattutto personalmente coinvolti sull’argomento e il pubblico numeroso, partecipe e tutt’altro che passivo. Quando un argomento non convinceva i presenti non si sono tirati indietro (giustamente) nemmeno di fronte al titolo del relatore. Molte persone presenti hanno avuto esperienze personali o di amici e parenti coinvolti in sette, anche tuttora.
Cosa è scaturito dai lavori: (brevemente, poi posterò un articolo più dettagliato; ho in mente una sorta di vademecum autodifensivo nei confronti del proselitismo/reclutamento da parte di gruppi e sette):

1. Chiunque è a rischio. Già si sapeva ma è stato sottolineato che nessuno di noi è esente da momenti di vulnerabilità di cui i reclutatori sono addestrati ad approfittare. Un lutto, un momento di difficoltà economica, la rottura di una relazione possono capitare a tutti.

2. La famiglia è responsabile fino a un certo punto. Non solo chi è trascurato e/o maltrattato in famiglia può venire risucchiato da una setta, anzi. Erano presenti persone che hanno sempre amato e dato attenzioni ai figli (o ai coniugi), che però hanno perso ugualmente, spariti dietro le promesse di qualche santone/a, guru, gruppo pseudoreligioso.

3. I meccanismi di persuasione sono, come avevo già accennato in altri post, graduali e subdoli. Tra questi ci sono la “previsione” di come reagirà la famiglia, cosa che avviene puntualmente, rafforzando l’attrazione verso la setta. Ma anche il noto iniziale “bombardamento d’amore” e di attenzioni con cui il nuovo arrivato viene accolto dagli altri adepti.

4. L’età delle vittime non è solo giovanile. Anche adulti e anziani possono finire dentro il meccanismo tritura-cervello delle sette. E il guaio grosso e che spesso si portano dietro i figli, anche piccolissimi, il cui condizionamento ovviamente è davvero facile.

5.Purtroppo c’è un vuoto legislativo che rende sia le sette che i loro leader virtualmente impunibili, a meno che non compiano reati gravi (omicidio, violenza sessuale, truffa) dimostrabili. Un maggiorenne in grado di intendere e di volere in Italia può fare quello che vuole, seguire chi vuole e anche dargli tutti i suoi soldi. Il reato di “plagio” (era l’articolo 603 del Codice Penale: chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, e’ punito con la reclusione da cinque a quindici anni) è stato abolito per illegittimità costituzionale, con la sentenza 96 del 1981 (testo integrale qui: http://www.cesnur.org/2004/plagio.htm) in quanto definito troppo “nebuloso” ovvero aperto a varie interpretazioni.

6. Non tutte le sette sono ugualmente pericolose. Ci sono quelle considerate “sane”, dedicate DAVVERO ad attività umanitarie e caritatevoli, che non costringono gli appartenenti a particolari codici comportamentali e non ne impediscono la comunicazione con la famiglia e la società “esterna”. Inoltre i membri sono liberi di uscire quando vogliono, cosa che non comporterà loro alcuna sanzione nè l’impedimento a frequentare chi invece vi rimane. E ci sono quelle “malate”, capeggiate da un leader deviante che inesorabilmente attrae persone con i suoi stessi problemi. La setta in questo caso è guidata in modo autoritario verso gli obiettivi del leader che sono sempre gli stessi: potere, soldi e sesso. Al posto di un leader unico ci può essere una sorta di “direttivo”, ma i risultati non cambiano: i membri della setta sono manipolati tramite il condizionamento mentale e la paura. Infatti il messaggio di queste sette è inevitabilmente apocalittico: solo l’assoluta fedeltà degli adepti li salverà da una fine orribile. Le famiglie degli adepti sono assorbite a loro volta o inesorabilmente tagliate fuori, mediante un meccanismo di demonizzazione di chiunque si opponga al pensiero della setta.

7. Come avevo già scritto, l’attrazione che certe persone provano per il messaggio delle sette è favorita da una drastica semplificazione della vita e del pensiero. Vivere e pensare è faticoso, spesso fa male. Loro esentano chi li segue dal farlo, sollevano dalle responsabilità, in quanto pianificano ora per ora l’esistenza dell’adepto. Tutto allora si divide in bianco o nero, male o bene, buono o cattivo. Non c’è bisogno di pensare: la setta lo fa per voi. Non dovete più fare la fatica di scegliere, prendere decisioni, fare distinzioni. La setta lo fa per voi.

8. Questo lo aggiungo io: una delle cose che rende più difficile difendersi dalle sette è che nessuna di loro ammette di esserlo. Nessuno dirà mai “Ciao, noi siamo una setta che controllerà tutti i tuoi pensieri facendoti vivere nel terrore. Allora, ti unisci a noi?” In questo modo nemmeno il più sprovveduto idiota ci cascherebbe! Provate a dire a uno di quei gentili signori che vi offrono i volantini su Come Salvarsi Dalla Distruzione Dell’Umanità che sono una setta. Ma quando mai! Loro sono un gruppo, un’associazione profondamente devota a Dio che ha a cuore solo ed esclusivamente la Vostra Salvezza! E come loro tutti gli altri.

9. Discorso a parte per le sette sataniche. La maggior parte di loro, anche questo l’abbiamo detto, sono gruppetti di ragazzotti annoiati che si vestono di nero e ascoltano Marylin Manson (che per inciso io ritengo un genio commerciale, in quanto ha saputo sfruttare una tendenza per fare tanti soldini). Ogni tanto si ritrovano, accendono una candela nera a forma di fallo e scuoiano qualche povero gatto di passaggio dopo aver disegnato stelle a 5 punte e numeri 666 sui muri. Il problema non è questo (tranne che per i gatti, ricordo che il maltrattamento degli animali è reato). Il problema è che spesso queste dinamiche sfuggono al loro controllo e allora giù droga e alcol come se piovesse e sesso, consenziente o meno. Da qui alla violenza, anche grave, il passo è breve. Morire (nel vero senso della parola)di noia, nella provincia italiana, è facile. Fanno parte di questa dinamica le corse notturne con le macchine dei papà, le botte date ai più deboli, il teppismo negli stadi. E la violenza verso tutto e tutti. Tirare fuori un coltello e affondarlo nell’addome di un coetaneo è un attimo. La motivazione, 99 volte su 100, è inconsistente. E il restante 1% idiota.

Cosa possiamo fare noi.

Noi intesi come società e come famiglia, ma anche come singoli cittadini con senso di responsabilità. Una sola cosa, visto che le Forze dell’Ordine, nonostante le ammirevoli Squadre Antisette, sono virtualmente impotenti. INFORMARE. Così come sto facendo io. Fate copia e incolla degli articoli sulle sette e ficcateli sui vostri blog e siti. Io non vi chiederò il copyright, anzi dichiaro quest’articolo COPYLEFT e vi esorto a diffonderlo. Poi, ripeto, stilerò un vademecum ancora più facile da capire e diffondere.

 http://www.crimine.net/wp/?p=74

Dal Contatto al Cultismo

Posted in Antisette on Novembre 30, 2007 by liastaropoli


a cura di Carlo Sabadin

Introduzione alla lettura
Apparentemente, la “ri-proposizione” di un vecchio articolo come questo (seppur in una versione minimamente corretta ed aggiornata), potrebbe sembrare insolita. Al contrario, la ritengo quanto mai attuale. E per ragioni diverse. Innanzi tutto, mai come in questo paese, le tematiche in oggetto stanno avendo, sulle riviste specialistiche, amplissima diffusione. Con risultati controversi forse ma, sicuramente, non discutibili. Parallelamente, assistiamo, oltreoceano, a vere e proprie “trasformazioni” (come nel caso del ricercatore Boylan) di tipo “mistico” e davvero anomale. Infine, in Italia –specialmente in Italia!- l’esopolitica, da semplice mezzo integrativo di indagine sembra diventare, per alcuni, l’unica ricetta adeguata per interpretare, correttamente, il fenomeno ufologico mentre, all’opposto –sempre in Italia-, l’aggettivo “strumentale” viene, da taluni, visto come un termine… quasi “offensivo”. In quest’ottica, logicamente, il tenue ottimismo che traspariva diversi anni fa, dal lavoro che vi apprestate a leggere, non sarebbe più riproponibile. Al contrario,gli elementi di razionalità -allora fortemente auspicati- e l’introduzione –allora massicciamente consigliata- di approcci di tipo strumentale sembrano, nel panorama nazionale attuale, essere venuti decisamente meno. 
Ma forse le cose non stanno così “messe male”. Infatti, in un recente Convegno –davvero atipico- svoltosi a Rimini ed organizzato dal Gruppo Camelot, si è anche affrontata (in termini rigorosamente scientifici e “strumentali”) la tematica “contattistica” attraverso gli interventi di ricercatori (ma soprattutto scienziati) di primissimo piano. In tal senso la prospettiva iniziale ritrova, qui, alcuni elementi di ottimismo. Elementi, peraltro, rinvenibili anche guardando con attenzione (e senza paraocchi!) all’attuale situazione editoriale italiana, sempre più caratterizzata dalla diffusione di nuovi mezzi “atipici”di divulgazione ed informazione ufologica. Buona lettura.
Carlo Sabadin
“ Sentinel ITALIA” – Gruppo Camelot

DAL CONTATTO AL CULTISMO
[NdR: l'articolo e' stato pubblicato in prima battuta sulla versione italiana di "Pravda.ru"]
Come le “entità animate “ della classificazione Hynek diventano una sorta di deus ex machina per i soggetti che si dicono in contatto continuato con loro

Parlare di contattismo è come entrare in un campo minato. Il pericolo, rappresentato dal discredito, dalla ridicolizzazione sempre in agguato, dall’assurdo, si trova – costantemente – dietro l’angolo. Non è quasi mai possibile portare avanti una serena riflessione quando nulla è chiaro, le prove sono inesistenti, le testimonianze contraddittorie e le situazioni raccontate sfiorano l’impossibile. Inoltre, come giustamente affermato da Aimè Michel, niente ha mai reso così complesso il quadro generale dell’ufologia quanto la manifestazione della fenomenologia contattista [1].
In quest’ottica, e nonostante tutto ciò, ho gia in passato [2] affrontato, seppure sommariamente, l’argomento. Ritengo, ora, opportuno riprendere la discussione perché il numero dei contatti – attraverso manifestazioni e caratteristiche differenti – pare aumentare ogni anno e gli appartenenti a culti ufologici hanno superato, oramai, quota centomila nel mondo [3]. 
Derivato dal neologismo americano contactee, il termine contattismo, indica, in ufologia, i soggetti che si dicono in contatto con le “entità animate” [4] che piloterebbero gli UFO. Occorre precisare subito che è necessario distinguere tra quanti sostengono di avere avuto contatti fisici, ma meramente fortuiti con tali fantomatiche entità e quanti, al contrario, si dicono in rapporto continuato con “intelligenze extraterrestri” da cui sarebbero stati scelti quali loro emissari: i “contattisti”, sovente caratterizzati dal fatto che alla loro prima esperienza fisica ne avrebbero in breve fatto seguito altre attraverso varie percezioni extra-sensoriali. Il contattismo, in diversi soggetti sfocia nel “cultismo” cioè quella particolare tendenza a creare settariamente attorno agli UFO una vera e propria sorta di “culto”. Gli UFO sarebbero, secondo tale visione, i “segni dei tempi” che precedono il ristabilimento del Regno di Dio in Terra. I piloti delle astronavi sono visti in un’ottica angelica, ed entrano in contatto con l’”eletto” terrestre, in altre parole il contattista. Questo, caratterizzato sovente da una dimensione carismatica, è indicato come il tramite fra l’umanità ed una superiore realtà cosmica.
Da questa breve descrizione appare evidente come, pur con i doverosi distinguo, sia possibile evidenziare e suddividere le varie manifestazioni della fenomenologia in oggetto – principalmente – tra contatto “fisico” diretto ed altri tipi di contato. E, in tal senso, procederò nell’analisi del fenomeno introducendo “nuovi” elementi che ritengo utili per la ricerca.
Contattismo classico (contatto fisico diretto)
Il primo e più noto caso di contattismo ufologico, descritto minuziosamente in diversi libri, fu quello di George Adamski. I “fratelli dello spazio” venusiani avevano il compito di salvare l’umanità minacciata dagli innumerevoli esperimenti atomici i cui effetti avevano ripercussioni anche nello spazio. Dopo Adamski, altri personaggi salirono agli onori della cronaca: Daniel Fry, Orfeo Angelucci, Truman Bethurum, Howard Menger e altri ancora fecero proseliti un po’ ovunque. I racconti erano molto simili tra loro, ma ciò che cominciò a cambiare era il luogo di provenienza degli alieni [5]. 
In realtà, la cronologia classica dovrebbe essere rivista, alla luce di un’interessantissima comunicazione di Voltaire (proprio lui!) con il Conte di St. Germani, datata 6 Gennaio 1761 [6], e, considerando che il primo contatto fisico di Howard Menger si è probabilmente svolto nel 1932 [7]. Ma, tralasciando aperture, forse di maggiore interesse per la “clipeologia” o fortemente sospette di falso e manipolazioni, Adamsky resta, indiscutibilmente, il contattista e “viaggiatore del cosmo” più famoso e conosciuto del mondo.
Il fenomeno, comunque, continuò con altri “testimoni” (George Van Tassel, Frank Stranges, Alfred Bendei; Will ed Evelyn Miller, Gloria Lee, Trevor James, Reinhold Schmidt, Laura Mundo, Helen e Betty Mitchell, Gabriel Green, Buck Nelson, Calvin Girvin, Dana Howard, Kelvin Rowe, Bob Renaud, Carì Anderson, Dan Martin, Ted Owens, Lee Crandalì, Paul Villa, Hope Trexell, Michael “X” Barton e un pellerossa Sioux, Frank Buckshot Standing Horse detto Cavallo Eretto) e varcò gli oceani senza limiti temporali e/o spaziali, riguardando molti “emulatori” di Adamsky al di fuori degli U.S.A.. In particolare, sono da ricordare, fra gli altri, il brasiliano Dino Kraspedon, lo spagnolo Fernando Sesma Manzano, i francesi Claude Vorilhon “Rael” e Appel Guéry, lo svizzero Billy Meier, gli inglesi Cedric Allingham e George King, i messicani Salvador Medina e Carlos Diaz, la sudafricana Elizabeth Klarer, l’israeliano Uri Geller, l’argentino Remo Dall’Armellina, gli italiani Eugenio Siragusa ed Eufemio Del Buono, il francese Michel Collin.
E’ opportuno sottolineare come un’analisi scientifica veramente obiettiva non entra in totale contrasto con il dato ufologico [8]. Le differenze – sia chiaro – esistono e sono, in taluni casi inconciliabili. Allingham, per esempio, fotografando un ufo quasi identico a quello di Adamsky sostiene che il pilota non proviene da Venere, pianeta peraltro visitato fin dal ’53 dal messicano Medina [9], ma bensì da Marte. E potremmo proseguire oltre. I racconti sono sì simili tra loro, il luogo di provenienza cambia continuamente e a complicare ulteriormente la situazione una semplice constatazione : ogni contattato sembra essere visitato da tipi diversi di alieni, provenienti da pianeti diversi e che, soprattutto, si ignorano tra loro [10]. Una vera fiera dell’assurdo [11] che, però, alla luce delle nuove teorie in esobiologia e con azzardate ma stimolanti speculazioni che si rifanno alle nuove ipotesi della fisica potrebbe introdurre alcuni elementi nuovi [12]. Inoltre, se analizziamo in profondità il caso di contatto forse più importante del nostro paese, quello di Eugenio Siracusa, possiamo cominciare ad intravedere un disegno generale [13], un mosaico dove la varie parti, abductions, contatti telepatici e non, diverse tipologie di razze aliene, ecc., prendono, con una certa facilità, collocazione all’interno di uno schema fortemente discutibile ma intrigante. Sia chiaro, non è intenzione di chi scrive sostenere la “realtà” dell’esperienza del contattista siciliano ma, semplicemente, rilevare come chi, avendo intrapreso rapporti di amicizia e corrispondenza con i più famosi contattisti del mondo, tra cui Adamsky e Menger, e avendo fortemente avversato la “commercializzazione” della verità, interrompendo rapporti col gruppo di Bongiovanni e l’Organizzazione “Nonsiamosoli”, abbia, di fatto, formulato un’esigenza, prorompente, di ricomprendere tutta la complessa fenomenologia ufologica all’interno di una “Teoria Generale” dove, fare rientrare, manifestazioni e situazioni, solo in apparenza, distanti dalle problematiche UFO. 
In quest’ottica, se il caso Adamsky si presenta – pur con tutte le sue incongruenze – tuttora come il più affascinante [14] anche altre situazioni si trovano nella medesima posizione. Decisamente interessante è l’affermazione, peraltro successivamente ridimensionata [15], del noto parapsicologo Uri Geller circa l’origine delle sue capacità straordinarie. Si tratterebbe di un atto d’intercessione di entità extraterrestri provenienti dal pianeta Hoova situato in un altro universo. Geller afferma di essere uno strumento di queste intelligenze e questa “commistione” tra Ufologia e Parapsicologia [16] – in questo caso supportata dalle indiscusse [17] doti dell’israeliano – va tenuta ben presente se si vuole avere una visione generale delle problematiche in oggetto e, se si vuole affrontare la seconda parte di questo studio.
Altri tipi di contatto
Nella storia del contattismo diverse sono state le tecniche di contatto utilizzate. Possiamo dire che, gradualmente, procedure di tipo telepatico hanno sostituito contatti “diretti”. Anzi, nella maggior parte dei casi menzionati in precedenza, diverse tecniche hanno convissuto pienamente.
Già Tesla e Marconi avevano, ripetutamente, tentato di comunicare, via radio, con presunti abitanti di Marte. In particolare, Tesla riteneva di esserci riuscito probabilmente scambiando per segnali di risposta l’interferenza dell’immenso apparecchio che aveva costruito [18]. Ma è stato probabilmente Gorge Williamson a rilanciare, con maggior efficacia, questo tipo di comunicazione anticipando – in un certo senso – i tentativi del SETI. 
I metodi, abbiamo ricordato, sono diversi: alcuni sostengono di essere in grado di entrare in contatto con queste entità tramite la meditazione trascendentale o tramite l’uscita fuori dal corpo (viaggio in astrale), altri, più semplicemente, dopo un primo incontro faccia a faccia con questi esseri, asseriscono di continuare il contatto mediante telepatia, altri, ancora, sostengono di sentire delle “voci” (ovvero l’entità parlerebbe direttamente alla loro coscienza): una delle figure più note di extraterrestre di tipo angelico – con cui ritengono di comunicare molti contattisti – è il comandante Asthar Sheran del pianeta Metaria. Sheran, che alcuni ritengono l’Arcangelo Gabriele, sarebbe il comandante supremo di un’immensa flotta spaziale, il cui compito sarebbe quello di salvare la Terra dal degrado ecologico-morale, e dalla prossima distruzione atomica. I primi a ricevere questi contatti sarebbero stati, negli anni Sessanta, dei membri del gruppo contattistico tedesco di Speer, ma ben presto anche diversi medium e contattati italiani (come il gruppo Alaya) e di altri Paesi cominciarono a ricevere i messaggi di Sheran. Peraltro, anche nella casistica ufologica meno conosciuta, se il ricercatore è particolarmente attento, il messaggio , o meglio la “voce”, arriva telepaticamente, variando dall’esortazione individuale al monito generalizzato, all’interlocutore che inizia, così, la sua avventura di contattista telepatico [19].
E, in effetti, sottoponendo ad un osservatore esterno i messaggi dei “contattisti” e i verbali delle sedute di medium e mistici il contenuto appare molto simile se non identico. In proposito, uno dei padri dell’ipotesi Parafisica, John Keel ha, in passato, quando tale ipotesi era all’apice del successo, espresso opinioni molto forti circa una matrice comune al problema ufologico e a tutte quelle stranezze ed anomalie (quali fenomeni psichici, magie, miracoli, apparizioni, ecc.) che infestano il pianeta [20]. Nella moderna ricerca sulla manifestazione del contattismo si tende, ulteriormente, ad affiancare a questi fenomeni anche la manifestazione di figure religiose o appartenenti alla sfera paranormale. Questo ultimo fenomeno ribattezzato con l’acronimo B.V.M. (letteralmente Beata Vergine Maria) indica tutti quegli episodi riguardanti la comparsa o l’interazione (anche attraverso comunicazioni non comprensibili, di tipo non verbale, per i terzi), sotto diverse forme, di entità religiose appartenenti al Nuovo Testamento, tra cui la stessa Beata Vergine. Il motivo per cui i casi di B.V.M. hanno catturato l’attenzione e la curiosità degli ufologi è da ricercare nelle numerose somiglianze riscontrate tra alcuni aspetti di queste apparizioni e quelli del fenomeno contattistico; in particolare, in alcuni messaggi, rivelati dalla Vergine ai propri interlocutori che riguardano aspetti del fenomeno UFO. Secondo lo stigmatizzato siciliano Giorgio Bongiovanni, – secondo lui- beneficiario di apparizioni mariane e cristiche, gli UFO sarebbero i veicoli di civiltà extraterrestri provenienti da pianeti in cui l’accettazione piena della Parola di Cristo ha generato civiltà molto evolute, sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista tecnologico. Tali civiltà accompagnerebbero le apparizioni soprannaturali nel tentativo di redimere e convertire l’uomo. In tale ottica gli UFO sarebbero “i segni dei tempi”, i vascelli degli angeli, gli stessi fenomeni descritti nella Bibbia (come i Carri di Fuoco di Ezechiele) e che hanno lanciato di nuovo, in tutto il mondo, l’interesse per la clipeologia e, in generale, l’archeologia misteriosa.
Riprendendo un concetto affrontato precedentemente, si ripropone, anche in questo caso, relativamente ai fenomeni di contatto non diretto e fisico, quella commistione, chiara e sempre più evidente, tra parapsicologia ed ufologia molto vicina alla corrente parafisica ufologica. In realtà, alcuni precursori illustri di questo nuovo approccio, come il parapsicologo Riccardi e lo studioso-contattista Pier Luigi Ighina , li possiamo trovare anche nel nostro paese [21]. In proposito è emblematica l’esperienza della contattista italiana Anna Federighi che, inizialmente convinta di ricevere messaggi dai trapassati, dopo aver assistito ad una conferenza del francese Appel Guery sui Fratelli extraterrestri, comincia ad interagire con Energie di Luce che si qualificano come entità extraterrestri, tra le quali l’immancabile Asthar Sheran [22]. 
I vari medium in campo parapsicologico, come i contattisti che affermano di essere in “comunicazione” con esseri alieni, presentano, come abbiamo ricordato in precedenza, una singolare caratteristica: ciò che raccontano, indipendentemente dall’origine del messaggio, extraterrestre o telepatico, è sostanzialmente identico. Anzi, spesso, i contattisti entrano in contatto con entità aliene, attraverso un “semplice” contatto psichico. La telepatia, quindi, o meglio non ben definite capacità ESP, sono il mezzo, il dono o, se volete, il software che permette alle due “categorie” di comunicare con le entità. Mentre per i sostenitori (sulla falsariga delle teorie di Jung riferite al fenomeno visivo degli UFO) dell’ipotesi psico-sociologica il fenomeno sarebbe il risultato della crisi che vive la nostra società e, conseguentemente, il contattista sarebbe in uno stato di alterazione mentale, per chi ritiene che, nonostante tutto, il fenomeno presenta elementi – oggettivamente – non trascurabili e sia quindi meritevole di grande attenzione, si pone un grande problema. La difficoltà, evidente, di interpretare e tentare di chiarire il meccanismo alla base di una tale mole di dati, messaggi e comunicazioni. La stessa corrente parafisica, alla luce delle recenti scoperte scientifiche, lascia il passo ad una visione nuova della tecnologia che, considerata nella sua massima – e futura – espressione, renderebbe, per usare un’espressione di Arthur C. Clarke, indistinguibile la scienza dalla magia. Nello stesso senso, si è espresso Steven M. Greer, forse uno dei più attivi ricercatori a livello mondiale il quale, si è spinto oltre, sperimentando tecniche per “indurre” un contatto utilizzando dispositivi luminosi, laser e segnali radio , unitamente a procedure di trasmissione a distanza (“Remote Viewing”, visione a distanza, attraverso la consapevolezza) [23]. Sistemi analoghi sono stati utilizzati, anche in questo paese, in esperimenti a cui ho partecipato come osservatore. In particolare, pur senza ottenere la comparsa di veicoli ed oggetti, sono state, però, registrate anomalie nel funzionamento degli strumenti di controllo [24] mentre era in corso un presunto contatto telepatico. Superfluo sottolineare che il messaggio raccontato dalla medium era molto simile ai classici messaggi che si “ricevono” continuamente in tutto il mondo. 
La vera prospettiva di ricerca, in questo settore, resta, a mio avviso, la comprensione del meccanismo di trasmissione, piuttosto che il messaggio in sé. Ed il lavoro portato avanti, in passato dal Dottor Greer, ed, oggi, da altri gruppi di studio, va senz’altro in questa direzione.
Cultismo e nuove prospettive
In una recente (N.d.R: “recente” al momento della stesura di questo articolo) pubblicazione del CESNUR (Centro per lo studio delle nuove Religioni) [25], il sociologo italiano Massimo Introvigne compie un ampia disamina sulle diverse religioni presenti in Italia. In particolare, per ciò che attiene all’oggetto di questa indagine, affronta, anche, le problematiche relative al cosiddetto fenomeno del dischismo. Specificatamente, l’autore individua all’interno del Movimento dei dischi volanti cinque gruppi organizzati presenti sul territorio nazionale:

- RELIGIONE RAELIANA
- NONSIAMOSOLI – ASSOCIAZIONE CULTURALE “GIORDANO BRUNO”
- NOVACONVIVIA
- UNARIUS – SCIENCE OF LIFE
- C.O.O.P. C.O.S.M.O. (COOPERATIVA OPERANTE OPPORTUNITÀ DI PACE – CONDIVISIONE OLISTICA SIMBIOSI MULTIPLANETARIA ORGANIZZATA)

I primi due gruppi sono – per così dire – d’importazione mentre gli ultimi tre sono nati in Italia. 
La Religione Raeliana – cui è dedicata la ricerca svolta per il Cesnur dalla
sociologa canadese Susan Palmer, ora pubblicata in un volume separato (I
Raeliani, Elle Di Ci) – è il maggiore culto ufologico su scala mondiale [26]. Questo e molto altro è il Movimento Raeliano Internazionale fondato da Claude Vorilhon, ribattezzato Rael dagli Elohim (scienziati extraterrestri che avrebbero creato l’uomo in laboratorio), ex giornalista sportivo francese contattato, nel 1973, da alieni alti circa un metro e venti, con pelle olivastra ed occhi di tipo orientale, per trasmettergli un messaggio rivelatore sulle origini della razza umana [27].
Secondo, per ordine di grandezza in Italia, il gruppo chiamato ”Nonsiamosoli”, che riunisce i numerosi seguaci di Giorgio Bongiovanni, residente a Porto Sant’Elpidio, che si presenta come erede del contattista Eugenio Siragusa, già fondatore del Centro Studi Fratellanza Cosmica e i cui rapporti con Bongiovanni sono stati definitivamente interrotti [28].
Vi è, poi, un’appendice dedicata all’Associazione Astronauti Autonomi e ai Men in Red (Mir) – Collettivo di Ufologia Radicale, gruppi certamente non religiosi e anzi rigorosamente materialisti e di ispirazione marxista. Se gli Astronauti Autonomi credono a un’imminente fine del mondo cui sarà possibile sottrarsi solo gestendo autonomamente la costruzione di astronavi (sottraendola al monopolio capitalista) i Men in Red si pongono a valle di una poco nota ma non irrilevante tradizione di interesse marxista per gli Ufo. Ipotizzano che si tratti di «compagni dello spazio», venuti per aiutare i terrestri a salvarsi dalla «barbarie capitalista» [29].
In realtà, l’analisi non è precisa poiché esistono altre “religioni” – secondo la terminologia utilizzata da Introvigne – dove, la tematica extraterrestre è, comunque, fortemente presente – seppur con varie sfumature – all’interno del bagaglio culturale del movimento religioso. In particolare, alcuni gruppi ricompresi da Introvigne all’interno della categoria “Religioni e movimenti del Potenziale Umano” ed in quella “New Age, movimenti post-New Age e Next Age” mostrano, indiscutibilmente, elementi riscontrabili anche all’interno di gruppi “contattisti” classici. Non è questa la sede per contestare la classificazione avanzata dallo studioso – oggetto di feroci attacchi su Internet [30] – ma, semplicemente preme, a chi scrive, sottolineare come la problematica relativa al fenomeno del cultismo ha, decisamente, superato i limiti tradizionali che le erano riconosciuti. Se proviamo, a vedere – all’interno di un glossario ufologico [31] – la definizione comunemente utilizzata per il termine cultismo troviamo: “atteggiamento che trasforma l’interesse per il problema in vera e propria “ufolatria”: gli UFO e i loro presunti occupanti ridotti a una sorta di culto irrazionale e millenaristico di “salvezza dall’alto” imperniato sulla figura carismatica del “contattista”. Gli “occupanti” sono visti come una sorta di “deus ex machina”. In modo analogo in corrispondenza della parola contattisti rinveniamo la seguente spiegazione: “i soggetti che si dicono in contatto continuato con presunte creature extraterrestri, direttamente o a mezzo di percezione extra-sensoriale. Essi manifestano atteggiamenti di vero e proprio “cultismo” dalle tinte millenaristico-apocalittiche, senza però produrre prove concrete delle loro affermazioni”.
Definizioni di questo tipo non mi sembrano esaustive. Nel caso specifico della venuta degli extraterrestri per salvare la Terra dal disastro ambientale, speranza particolarmente diffusa nelle moderne correnti che guardano al cosmo come al luogo di salvezza, tutto sembra ridursi ad una semplice espressione dell’autocoscienza dell’uomo moderno consapevole d’aver infranto l’equilibrio delle leggi della natura. Lo stesso Jung riteneva – come ricorda Susan Palmer [32] – che i culti dei dischi volanti avrebbero avuto
un ruolo importante nel ventunesimo secolo, andando così incontro alle paure dell’uomo moderno,mettendo al centro di nuove mitologie angeli tecnologici alieni, versione
moderna del deus ex machina degli antichi. In tal senso, lo stesso catalizzatore alla base del fenomeno dei culti cargo (che sorgono nel momento in cui una cultura, tecnologicamente avanzata, entra in contatto con un’altra più arretrata: è la stessa strana esperienza a suo tempo vissuta da Cristoforo Colombo, Sir Francis Drake, James Cook, ecc. [33]) si riproporrebbe per quei soggetti coinvolti, loro malgrado, nella situazione che stiamo trattando. 
Una simile interpretazione mi sembra, francamente, riduttiva; sufficiente, forse, ad una corrente di pensiero post-monnerista, ma incapace di portare elementi utili a chi, faticosamente, sceglie di occuparsi di ricerca di frontiera. Al contrario, il problema si presenta in modo estremamente articolato e complesso.
Il contattismo tout court presenta, infatti, due anime diverse e talvolta coincidenti con quella del cultismo. Da un lato il “contattismo deteriore”, nato dall’atteggiamento di soggetti decisi a richiamare su di sé l’interesse generale per fini e motivazioni varie; molti gruppi hanno o hanno avuto un fondatore mentre, raramente, sono stati fondati da un gruppo di persone elette. Così il soggetto “fondatore” (che spesso fonda il suo gruppo in seguito a rivelazioni ricevute da entità spirituali estranee) ritenuto detentore di poteri e/o conoscenze speciali, viene seguito ed accettato – quasi sempre incondizionatamente – dai nuovi membri del gruppo. Dall’altro soggetti in buona fede che, convinti della propria esperienza e del suo intrinseco messaggio, operano con animo spirituale ma senza atteggiamenti necessariamente messianici, presentandosi solo come testimoni di una realtà da loro stessi ritenuta contraddittoria e non pienamente comprensibile. Accanto a questi gruppi di tipo ufologico esistono, quindi, delle persone singole, alcune delle quali si riuniscono in gruppi per lo più informali, che sostengono di essere contattati da entità aliene di vario tipo.
A complicare ulteriormente la situazione interviene la constatazione [34] che anche i soggetti rapiti “sistematicamente” –oggetto, cioè, di quell’insieme di esperienze definite comunemente abductions – cominciano a mostrare una graduale accettazione della situazione ed evidenziano caratteristiche comportamentali (come la progressiva convinzione che l’operato degli alieni sia teso al nostro miglioramento ambientale) sempre più simili a quelle dei contattisti. Il rapito, esattamente come il contattista, si sente partecipe di rivelazioni epocali e racconta messaggi di evidente contenuto spiritualista [35] analoghi, se non identici, a quelli dei più famosi contattisti.
La barriera tra contattismo e fenomeno dell’abductions viene così, lentamente ma inesorabilmente, a cadere. La stessa sindrome conosciuta come DIANA (Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena) [36] che riguarda, nel mondo, migliaia di persone – principalmente donne – viene descritta, da coloro che vivono quest’esperienza, con toni decisamente più “morbidi” rispetto al passato. In alcuni casi, le sensazioni che accompagnano tale esperienza assumono addirittura connotati positivi [37]. In uno studio svolto recentemente su tre donne [38], di differente età, estrazione sociale, condizione fisica, luogo di residenza, ecc. chi scrive ha potuto constatare come, pur con le dovute differenze, il messaggio sostanziale e i sintomi fisici e psicologici erano identici o molto simili tra di loro. Evidentemente, anche in questo caso, come affermato nel capitolo precedente, più che il messaggio in sé è decisivo il meccanismo con cui avviene questo tipo di comunicazione e i fenomeni (sintomi ed effetti collaterali [39]) che lo accompagnano. 
Non credo che teorie quali quella della “tattica puntiforme” di Minazzoli [40] (una strategia di comunicazione messa in atto dagli alieni per risvegliare le coscienze in modo progressivo e non traumatico) o quella più ardita di Colaminè [41] (gli impianti alieni sarebbero “teletrasportati” direttamente nel soggetto) possano essere decisive in proposito. Sono però interessantissimi punti di partenza che aprono nuove prospettive.
In un testo [42], storico e fondamentale, per l’ufologia moderna J.E.McDonald attacca fortemente i “gruppi di contattisti deliranti”, ma ben maggiore è il suo accanimento contro quegli scienziati che denunciano i testimoni di osservazioni ufologiche come cultisti e che meritano, quindi, “ d’essere fortemente criticati per la loro condotta non scientifica”. E’ passato molto tempo da quando McDonald ha scritto quel passo e l’ufologia ha dovuto affrontare nuovi problemi tra i continui attacchi della “burocrazia” scientifica. Certo è preferibile occuparsi di problematiche lontane dal contattismo, le più lontane possibili, se si vuole evitare il ridicolo e gli attacchi dei benpensanti, ufologi e non. Forse è addirittura preferibile contestare l’uso stesso dell’aggettivo “ufologico” in relazione ai gruppi cultisti per evitare omogeneizzazioni con chi svolge una seria ricerca scientifico-investigativa [43].Ma in tal modo si evita semplicemente il problema. Non è un quesito terminologico quello che, attraverso molteplici aspetti, ci si presenta di fronte. E’ qualcosa di più importante che necessita tutta la nostra attenzione.
In un breve passo di un’intervista, citata in precedenza [44], con il più famoso contattista italiano, Eugenio Siracusa, veniva testualmente riportato:
Maurizio Baiata:
Vengono rapite persone che non hanno a che vedere con l’ufologia.
Eugenio Siracusa:
Vengono accuratamente scelte! Dobbiamo chiederci in base a quali criteri sono prelevate. Anch’io sono stato “rapito” quando mi hanno imprigionato, ma non dagli extraterrestri.
Credo che in queste battute vi sia indicata la giusta direzione per rispondere a tutte le nostre domande. Non tanto nella risposta di Siracusa, ma nell’affermazione di Baiata. La strada è appena aperta. Ora bisogna percorrerla. 
“Ma padre l’aeronautica americana dice che non esistono” 
“E’ sbagliato Danny. E’ l’aeronautica americana che non esiste (…) Forse,farei meglio ad aggiungere un altro fatto. Il governo degli Stati Uniti ha
ragione a dire che gli UFO non esistono. Così, figliolo mio prediletto, il governo NON sta mentendo. Se li hanno identificati, non sono più UFO,e quindi NATURALMENTE non esistono” 
Tratto da “THE CATCHERS OF HEAVEN” di M. Wolf
Note:
[1] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA le teorie e i fatti, Longanesi & C., 1978.
[2] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del Contattismo, Bollettino interno Fondazione Sentinel, marzo 1998.
[3] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, 5 dicembre 2000.
[4] Secondo la classificazione Hynek.
[5]  Cfr. C.Sabadin, ult. cit.
[6] Cfr. M.Santamaria, Ufo la rivista extraterrestre, febbraio 1999.
[7] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, ottobre 1999.
[8] Cfr. M.G.Toma, “Da dove vengono?”, Stargate, luglio-agosto 2000.
[9] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, settembre 2000.
[10] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit. 
[11] Cfr. P.Toselli, “UFO-DAY”, Incontro-dibattito sugli ufo organizzato a Casanova Staffora (PV),l’8 novembre 1997.
[12] Cfr. M.G.Toma, “Da dove …”, ult. cit.
[13] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non si compra”, Dossier Alieni, febbraio-marzo 1998.
[14] Per un’analisi più specifica dell’altro caso “storico”, quello di Meier, rimando alla mia precedente analisi in : “Viaggio all’interno del Contattismo”, già citato.
[15] Cfr. P.Mantle, “Mente universale”, Ufo Network, marzo 2000.
[16] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit.
[17] Ma ricordiamole contestazioni del Ciscop e del Cicap.
[18] “Ufos and Aliens: The search for truth….making contact”, Discovery Channel.
[19] Cfr.G.Degli Esposti, “Bagliori dell’incredibile”, Ufo Notiziario, giugno 2001.
[20] Cfr. J.Keel,”UFO: operazione cavallo di Troia”, MEB 1975.
[21] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit
[22] Vedi il sito internet: http://www.coopcosmo.com 
[23] Cfr. S.Greer, “Oltre la barriera della luce”, Dossier Alieni, marzo-aprile 2000.
[24] Specificatamente un contatore geiger e un misuratore di campi elettromagnetici sono andati fuori scala, contemporaneamente e per lo stesso tempo, durante il “presunto” contatto telepatico
[25] Enciclopedia delle Religioni in Italia.
[26] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[27] Per un’analisi più completa sul movimento Raeliano si veda: Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[28] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.
[29] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[30] A titolo esemplificativo vedi il sito:
http://www.ummah.org.uk/kelebek/cesnur/ 
[31] Vedi il sito:
http://www.cun-italia.net/faq/gloss.htm
[32] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[33] Cfr. J.Fiebag, “I Culti Cargo”, Dossier Alieni, dicembre 1997- gennaio 1998.
[34] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[35] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la metamorfosi onirica”, Ufo Notiziario, dicembre 2000.
[36] Presentata Il 3 novembre 1990, durante il Primo Congresso Nazionale di Parapsicologia e Ufologia di Las Palmas, dagli ufologi Javier Sierra e Josep Guijarro.
[37] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit. 
[38] Specificatamente si trattava di una donna M. fortemente convinta di essere in contatto con esseri alieni con cui aveva sistematiche comunicazioni telepatiche (in passato anche contatti fisici diretti) e di due ragazze C. e R. più facilmente ascrivibili in episodi di DIANA. 
[39] Tra cui ritengo sia doveroso far rientrare anche una certa fenomenologia “apparentemente” ESP o paranormale.
[40] Cfr.”Contattisti pro e contro”, Oltre la Conoscenza n° 18.
[41] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit.
[42] Cfr. J.E. McDonald, “Gli ufo e la scienza”, Fanucci Editore, 1976.
[43] Vedi il comunicato Adnkronos del 30-04-98: “il Cun, contesta ”l’uso improprio del termine ‘ufologico’ in associazione a sette di carattere millenaristico con cui la stampa tende ormai ad omogeneizzare chiunque si occupi del fenomeno Ufo”. Il riferimento e’ alla pubblicazione di uno studio del Viminale … Il Cun rivendica il ”concreto approccio di ricerca scientifico-investigativa” che ispira gli studi dell’associazione.”
[44] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.
http://www.camelotchronicles.com/2007/Testi/11antictxt.htm

Autori

Posted in Senza Categoria on Gennaio 1, 2007 by italiancrimes

Angelo D’Errico
System Architect, Proge-Software S.r.l.
Socio del Centro Ufologico Nazionale del Lazio, Roma